Nuovi inceneritori come funghi in Italia, a Cremona si teme l’ampliamento

CREMONA Lo Sblocca Italia ha dato i risultati sperati dal governo Renzi: il ministro dell’ambiente Galletti è riuscito a evitare la Valutazione ambientale strategica che la Commissione europea aveva chiesto e ormai il decreto attuativo dello Sblocca Italia è stato pubblicato dalla Gazzetta ufficiale. La conseguenza è che saranno costruiti dalle multiutility otto nuovi inceneritori in Italia oltre all’avvio di altri cinque impianti già autorizzati ma non costruiti o non in esercizio, sempre che non abbiano successo i ricorsi delle associazioni ambientaliste al Tar del Lazio.

L’effetto potrebbe arrivare fino a Cremona, dove molti temono che l’impianto di via Antichi Budri venga ampliato, per bruciare rifiuti provenienti da altre Regioni, in particolare dal Meridione. A Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano, sono arrivate alcune ecoballe campane da trattare e poi bruciare, da quanto hanno fatto sapere Andrea Fiasconaro e Alberto Zolezzi, che hanno chiesto chiarimenti al ministero. A Cremona il centrosinistra ha accettato il confronto coi 5 stelle: Francesca Pontiggia ha chiamato Maria Lucia Lanfredi per chiedere i nominativi dei medici da invitare in commissione ambiente, dove ai primi di dicembre sarà discussa la proposta di effettuare uno studio epidemiologico sulla popolazione, per chiarire se è vero o no che l’inceneritore è causa o concausa di malattie anche mortali. L’intenzione del Pd, secondo le indicazioni già condivise dalla Regione, è di allargare lo studio a un’area più ampia, vista la presenza di industrie e di attività con un evidente impatto ambientale. Dalla raccolta differenziata nel frattempo nasce un’altra grana. Dopo le segnalazioni dei comitati di quartiere, è partita un’interrogazione della stessa Lanfredi, per sapere quando a Cremona sarà applicata la tariffa puntuale, come a Parma, viste le lamentele di chi fa la differenziata e rischia di pagare le multe che i vigili danno al condominio, dove una parte dei residenti nemmeno differenzia i rifiuti e non paga neanche le spese condominiali. Gli errori di alcuni ricadono così su tutto il condominio: con la tariffa puntuale invece ciascuno paga secondo la quantità di rifiuti che produce.

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