Caso Fe.mar, giallo in Comune

CREMONA La giunta Galimberti ha preferito sinora non intervenire pubblicamente sulla difficile situazione dei dipendenti della Fe.mar, la società subappaltista di Linea Gestioni che ha sede a Caorle, in provincia di Udine, e svolge il servizio di raccolta differenziata nel centro storico di Cremona. L’amministratore della Fe.mar, Diego Giro, ha subito nel 2014 una condanna in tribunale per frode nella gestione dei rifiuti nei confronti del Comune di Caorle, una notizia che i cremonesi hanno trovato su internet, uscita sul “Gazzettino”. Diego Giro era stato accusato come rappresentante legale di Ecoverde. Un mese fa Diego Giro è stato poi assolto in appello, perché il fatto non sussiste. La mozione presentata da Giancarlo Schifano del Pd, di dare piena trasparenza ai rapporti con i subappaltisti, era stata approvata dal consiglio comunale, ma della questione non si è parlato, creando malumori nella stessa maggioranza di centrosinistra che sostiene il sindaco Gianluca Galimberti che pure si dichiarato paladino dei cittadini, a partire dagli ultimi. Ed esiste anche un patto etico dei rapporti tra aziende e sindacati siglato dallo stesso sindaco Galimberti nel giugno dell’anno scorso, sei mesi prima che la Fe.mar iniziasse a lavorare a Cremona. Altra disavventura è l’incendio della sede della Fe.mar a Caorle, il 26 settembre di quest’anno: un incendio senza dubbio doloso, come riportano le cronache. La magistratura veneziana ha iniziato a indagare e il Pd veneziano ha presentato un’interrogazione per vederci chiaro. A Cremona non se ne parla.

I dipendenti della Fe.mar, una ventina, nella prima parte di quest’anno si sono poi visti pagare gli stipendi in ritardo, con acconto e saldo, se non con due acconti e saldi. Stipendi a rate insomma, come conferma il sindacalista della Cgil Daniele Pirri. Solo dopo la conciliazione tra i sindacati e la ditta, in Prefettura a fine luglio, il pagamento degli stipendi è iniziato ad arrivare ai dipendenti con ritardi molto più contenuti, di un giorno o due. La giunta ha taciuto. La delega per i rapporti con le partecipate, però, non è di Alessia Manfredini, assessore all’ambiente, ma del sindaco Galimberti, che nei mesi scorsi secondo le minoranze avrebbe preferito tutelare più A2A che la trasparenza e la completezza delle comunicazioni.

http://www.telecolor.net/2016/11/cremona-caso-fe-mar-il-sindaco-tace/

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