Crisi, due attività lasciano piazza Stradivari

CREMONA Persino piazza Stradivari, il cuore del centro storico, proprio di fronte a palazzo comunale, deve arrendersi: il flusso dei passati è troppo scarso e anche un marchio ben noto di lenti da vista, Salmoiraghi e Viganò, alza bandiera bianca, chiude e si trasferisce poche decine di metri più in là, all’angolo di corso Campi.

L’ex Casa di Bianco, ristrutturata da un privato come sede di negozi e appartamenti, perde così in questi giorni sia il negozio di lenti che una delle due attività legate all’estetica, in via Capitano del Popolo. La crisi economica non perdona, occorre traslocare nei centri commerciali dimostrando un’altra volta che il centro storico si desertifica in un’agonia lancinante, fatta di porte chiuse, degrado, sporcizia e saracinesche abbassate. La strage di negozi continua poi spostandosi in corso Vittorio Emanuele II, dove si è arreso anche il tuttofare, oltre a un negozio di piccola gioielleria. Accanto si notano saracinesche abbassate, cartelli vendesi o affittasi sperando in un veloce avvicendamento, ma i commercianti sono in buona compagnia, dato che lo stesso palazzo in cui si trova l’Agenzia delle Entrate è stato messo in vendita, e pazienza se accanto al fisco lavora il giudice di pace. La proprietà è di Bnp Paribas. La lotta è aspra, all’ultimo scontrino, soprattutto mentre vengono montate le luminarie natalizie, e partecipano alla battaglia degli esercenti le stesse istituzioni, come la Camera di commercio, che in piazza Stradivari s’è vista accorpare a Mantova, sede centrale. Cremona però manterrà una propria limitata autonomia, ridotta dai finanziamenti disponibili. L’istituto camerale si batte a sua volta e pubblica la relazione programmatica del 2017, fiero di versare ancora una volta contributi al commercio, usando finanziamenti regionali e diritti camerali, versati dalle oltre 26mila imprese della provincia di Cremona. Il governo, per alleggerire le aziende, ha tagliato anche questa fonte, scesa da 2 milioni e 900mila a 2 milioni e mezzo in tre anni. E il Comune? Sposta il mercato per tre giorni, proprio durante la settimana della Festa del Torrone, che inizia il 19 e si chiude il 27 novembre. Agostino Boschiroli, degli ambulanti di Confesercenti, stanco dei disagi, lamenta il fatto che non ci sono state comunicazioni ufficiali da parte dell’amministrazione e della stessa polizia locale. L’ordinanza non è stata ancora pubblicata e gli ambulanti non sanno, ad oggi, dove potranno allestire le bancarelle la settimana prossima. E non si sposteranno finché non vedranno il documento ufficiale, continuando a battersi per un’esigenza: non spostare il mercato, nemmeno durante la Festa del Torrone.

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