Ci sono più polemiche per una ciclabile in via Brescia che per la Brebemi o la crisi economica

Cremona è riuscita a stupire per l’intensità inusitata e la straordinaria durata delle polemiche legate a una pista ciclabile, non un’autostrada costosa per i conti pubblici come la Brebemi e poco frequentata, ma per una pista ciclabile. Dopo il caratteristico sfogo contro il sindaco e la giunta e anche il dirigente, stavolta veramente malcapitato oltre ogni consuetudine, la noiosissima tortura giornalistica continua ancora, per l’incapacità di dirigere gli strali polemici verso obiettivi del centrosinistra che in realtà il centrodestra condivide. Il centrodestra e il centrosinistra, ciascuno a suo modo, hanno investito energie e risorse economiche sulla liuteria e il museo del violino, la cui utilità pubblica, come volano dello sviluppo della città, per me è ancora tutta da dimostrare, e hanno insistito a lungo su un piano di infrastrutture che, se realizzato, costerebbe un multiplo enorme di piste ciclabili, come il terzo ponte sul Po e l’autostrada regionale Cremona Mantova, con un impatto sui conti pubblici (oltre che sul paesaggio e l’ambiente) molto superiore. Da destra a sinistra l’agricoltura è stata al centro delle attenzioni, giustamente, ma col risultato di approdare al porto dei contibuti pubblici per le agroenergie, gestite in modo tale che alcune associazioni criticano agevolmente. L’acciaieria Arvedi pare considerata un bene comune sacro a Dio per entrambe le parti in lotta, anche se a Grumello temono una discarica sulla quale gravano numerose prescrizioni. Di coniugare politiche ambientali e lavoro poco si discute, anzi mai, ma nemmeno l’amministrazione comunale, pur cambiando colore, riesce a affrontare la questione terribile della disoccupazione. Argomenti che meriterebbero impegno, se necessario divisioni e scontri non ne mancano, ma li si affronta con l’accortezza di non risolverli. E’ molto più semplice scatenare le ire contro il sottopasso di via Brescia, dove pure si concentravano le maledizioni e la pazienza infinita degli automobilisti e dei ciclisti, che per anni hanno visto sfilare treni merci di settanta o ottanta vagoni a quel passaggio a livello, mentre ciclisti, appena potevano, passavano sotto le sbarre, perché una ciclabile in quel punto serve realmente. Quel sottopasso di via Brescia a questo punto è solo un feticcio, un simbolo dell’incapacità di battersi per qualcosa che possa veramente migliorare la vita.

Un ammiratore del generale
Sandy Smithers detto “Chissefrega”
(personaggio degli “Odiosi otto” di Q. Tarantino)

 

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