Nel supermercato degli stoccaggi sotterranei brilla il nucleare naturale

Ancora un supermercato, naturalmente, dopo quello dei servizi sanitari a disposizione dei cittadini che scelgono tanto sostenuto dall’ex assessore regionale Giancarlo Abelli sullo slancio della moderna sociologia. Questa volta la decisione di scegliere e realizzare il progetto che serve spetta solo ai politici: serve uno stoccaggio di metano, di Co2, una geotermia profonda, un deposito di scorie nucleari? Si può fare, ma certo, siamo pronti, il mix energetico è questo.

E’ la geologa Fedora Quattrocchi, guru della centrale Enel di Porto Tolle, a rivolgersi nelle modalità più liberali, a una platea che di concetti scientifici ha fatto succulenti provviste. E anche noi naviganti nel mare cupovinoso della più evoluta grande distribuzione organizzata possiamo fruire e godere di croccanti, freschi e ariosi, benché sotterranei, nuovi orizzonti. La comunità scientifica da un lato e la comunità politica decidono, deliberano informate e consapevole, c’è poco tempo però, le riserve naturali sono scarse. In trent’anni occorrerà riassettare il pianeta. E si può fare. Con un’avvertenza, però. Fedora Quattrocchi – cognome da persona realmente avveduta e circospetta – parla del Lazio e della Campania, che fortunatamente non è sismica. Allora questi stoccaggi, stando attenti alle case, mi raccomando, si possono fare. E il nucleare? No, niente centrali bizzarre, esplosive, ultracomplesse: qui si parla di energia nucleare che viene prodotta da madre natura, e di scorie di ospedali.

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