Altro che ecosistema urbano, l’aria è scadente

Ogni volta che il meteo si stabilizza, non piove e non c’è vento, le centraline dell’Arpa confessano che l’aria di Cremona e provincia è scadente, come in quasi tutto il territorio lombardo. E’ questa la qualità dell’aria di ogni giorno se non viene ripulita dal vento o dalla pioggia. L’Arpa indica una media di 90 su Cremona, con delle punte più alte nelle singole centraline, mentre Spinadesco è arrivata a 114. In tutto i giorni di sforamento della soglia d’allerta di 50, compresi gli ultimi tre (il dato di oggi sarà disponibile domani), sono 31 nel 2016. Il limite europeo di 35 si avvicina. pm10-17-novembre

Lo scorso 4 novembre il Comune di Cremona era entrato in pre-allerta per il blocco del traffico e le altre limitazioni decise d’accordo con i Comuni del circondario e la Regione. Solo pochi giorni fa l’amministrazione gongolava per la risalita di alcune posizioni nella classifica nazionale di Ecosistema urbano, che considera alcuni fattori rilevanti e li inserisce in un calcolo statistico, senza una valutazione complessiva. Cremona è salita dal 30° posto del 2014 al 20° di quest’anno grazie alla differenziata porta a porta, alla depurazione delle acque, agli interventi per la riduzione della dispersione della rete, all’incremento delle zone pedonali e al potenziamento delle piste ciclabili. L’assessore Alessia Manfredini può essere orgogliosa di questi singoli risultati, ma qualità dell’aria resta cattiva perché il sistema economico non produce altro risultato complessivo che questo. Il sindaco Galimberti e il presidente della Provincia Viola potrebbero impegnarsi seriamente per migliorare un quadro decisamente negativo da almeno 12 anni, anche se il 2016, grazie alle condizioni atmosferiche e ad alcuni accorgimenti, ha fatto diminuire l’inquinamento dell’aria. Non si respira liuteria e aria promozionale di un territorio. L’assessore Alessia Manfredini ha sempre mostrato la dovuta sensibilità a un argomento serio come questo, e i vertici delle istituzioni locali invece si espongono soprattutto per questioni di bilancio o di promozione della città o per giustificare le alleanze con il privato. E a Marrakech la conferenza sul clima cop22, dopo l’accordo cop21 di Parigi 2015, non ha fatto avanti: non ci si può arrendere all’involuzione statutinense trumpista o obamista.

 

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