Provincia, già 16 milioni di deficit da gennaio

CREMONA Il protagonista è subito il debito, sin dalla prima riunione del consiglio provinciale di ieri, per un deficit di ben 15 o 16 milioni che peserà sul bilancio sin da gennaio, come ha fatto sapere il nuovo presidente Davide Viola, e che dovranno essere comunque ripianati, che l’ente Provincia venga cancellato dal referendum costituzionale o assorbito nell’Area vasta. La santa alleanza fra centrosinistra e centrodestra, in assenza di opposizione, di ambientalisti e cinque stelle, viene rafforzata dal discorso di Viola, richiamatosi al predecessore Carlo Vezzini: pur nella crisi causata dalla riforma Delrio, l’esperienza del mandato precedente ha rappresentato per Viola un modello di gestione positivo, che avrebbe condiviso ogni singola istanza territoriale in una sintesi comune “senza ideologie di partito od appartenenze”.

Il bilancio rimane un campo di battaglia: è la Provincia di Cremona a finanziare lo Stato e non viceversa, per gli 21,4 milioni di euro dati e gli 8,8 ricevuti, con una questione aperta sulle competenze che la Regione ha di nuovo delegato a corso Vittorio Emanuele II con i fondi da assegnare. La cura Delrio ha ridotto il personale: da 400 i dipendenti sono 306, di cui 231 per le funzioni fondamentali, trasversali e la polizia. Tutte le funzioni sono rimaste ma il personale è diminuito. Grande incertezza anche in un settore cruciale come Lavoro e Formazione, che comprende i Centri per l’Impiego, settore di nuovo assegnato dalla Regione alla Provincia, che però ha potuto approvare solo in settembre il proprio bilancio, quindi senza poter usare i fondi esterni, nazionali ed europei e di progetto. Appare complicato anche garantire la manutenzione degli 850 km di strade provinciali, se il bilancio è incerto, oltre ai compiti dell’edilizia scolastica, della sicurezza, del settore ambiente e servizi ai disabili.

Su dodici consiglieri, sei sono di centrodestra e sei di centrosinistra, tuttavia l’equilibrio pare precario e pronto a cedere, dato che Cremona è rappresentata solo da Marcello Ventura (Fratelli d’Italia), per niente tenero col Pd, e nel centrosinistra di Viola il Cremasco, che nell’unità territoriale e politica non crede affatto, è rappresentato da cinque sindaci, il cui leader è Stefania Bonaldi di Crema.

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