Qualità dell’aria pessima, si contano malati e morti

 

CREMONA Le polveri sottili pm10 da quattro giorni hanno superato la soglia d’allerta, per continuare a crescere fino a raddoppiare, tanto che a Cremona la centralina dell’Arpa di via Fatebenefratelli segna 110 parti per milione, mentre a Spinadesco il dato arriva a 122, due volte e mezza la soglia d’allerta di 50, e a Crema in via XI febbraio il dato è 104. Qualità dell’aria “pessima” secondo l’indice inaugurato dall’Arpa poche settimane fa: è la dura verità sull’aria di Cremona e provincia, come di gran parte della Lombardia, ogni volta che il clima si stabilizza e non piove. Una verità che ridimensiona i commenti ottimistici trapelati dal Comune, solo pochi giorni dopo la diffusione della nuova classifica nazionale Ecosistema urbano, che vede Cremona salire dal 30° al 20° posto dal 2014 a quest’anno, considerando i dati della differenziata, della dispersione delle risorse idriche, della depurazione, dell’incremento delle piste ciclabili e delle zone pedonali, per i quali l’assessore Alessia Manfredini ha dichiarato la propria soddisfazione. L’inquinamento atmosferico vede però Cremona superare da dodici anni il limite europeo dei 35 giorni oltre la soglia d’allerta delle polveri sottili: quest’anno, grazie alle piogge e a una serie di accorgimenti, il totale è solo 32. Si avvicina quindi l’ennesimo blocco del traffico. Ci sono due sindaci però, Oscar Bini di Bonemerse, paese nelle immediate vicinanze dell’inceneritore, e Maria Grazia Bonfante di Vescovato, che hanno chiesto all’Ats i dati sulle malattie causa di ricovero in ospedale e di morte. Statistiche limitate, considerato il numero degli abitanti, e che tuttavia a Vescovato vedono le malattie alle vie respiratorie come prima causa dei decessi. Si tratta di un dato che nell’atlante della mortalità dell’Ats veniva segnalato sopra la media nazionale, nel decennio ‘98-2009, per quanto riguarda la popolazione femminile. Ed è il Cremasco il territorio che ha fatto salire il triste dato statistico. In questi anni preoccupano i dati sulla riduzione dell’aspettativa di vita in salute e sui decessi prematuri determinati dall’inquinamento. Da parte sua il Comune di Cremona discuterà in dicembre, in commissione Ambiente, dell’opportunità di realizzare uno studio epidemiologico, come richiesto dalla mozione di Lucia Lanfredi dei 5 stelle, non solo nell’area dell’inceneritore, ma in una zona più ampia, che comprenda anche le principali industrie cremonesi. Tra i rimedi all’eccesso di polveri sottili diversi sindaci contano sul bando del ministero dell’ambiente, per favore la mobilità sostenibile nei percorsi casa-scuola e casa-lavoro. I finanziamenti però sembrano scarsi e Cremona e circondario potrebbero essere penalizzati.

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