8 milioni di euro di crediti inesigibili e tanta passione per le privatizzazioni

Il Comune persevera nel suo piano di reperire risorse tramite privati e banche per dei progetti di cui ancora non si comprende pienamente l’utilità pubblica. La passione privatizzatrice dell’anima del Comune continua a ispirare il programma del sindaco, costantemente a caccia di finanziamenti senza porsi troppi problemi per il lavoro che non si trova. Se il Pil è sopra lo zero, molte persone patiscono ancora gli effetti della crisi economica, come dimostrano i continui interventi dei servizi sociali, ai quali però non poche persone chiedono lavoro, non aiuto. Massima cura, comunque, da parte della giunta al rispetto dei vincoli di finanza pubblica e al controllo del bilancio: una sorta di nuova religione civile.

 

Cremona Quali siano i risultati dei tanto decantati progetti dell’amministrazione comunale non lo sa ancora nessuno. Luigi Amore ha avuto facile gioco a intervenire oggi in consiglio comunale: le celebrazioni monteverdiane giovano all’intera città o si può celebrare il musicista in un altro modo? Restano un mistero gli esiti della smart city, non si sa ancora come funzioni precisamente il contrasto alla morosità, finanziato dalla Regione con 100mila euro. La giunta emette proclami e annunci ma la dimostrazione degli effetti positivi non si vede. Si parlava di un fondo di solidarietà, che doveva essere il fiore all’occhiello e poi è sparito dall’orizzonte. Durante l’approvazione della quinta variazione al bilancio previsionale 2016-18, presentata dall’assessore Manzi, ci sono state spine dolenti, anche se i vincoli di finanza pubblica sono stati rispettati. Il guaio è in quegli otto milioni di euro messi nel fondo crediti inesigibili, come ha ammesso, da parte della maggioranza, Enrico Manfredini. Il 10 per cento del bilancio dipende da crediti che il Comune in buona parte non incasserà mai, tra fallimenti di imprese, insolventi e vari effetti della crisi. Soldi che però sono stati anticipati a spese del Comune. Il sindaco Galimberti non arriva a dire che non ci sono più soldi, ma che è molto quel che si riesce a fare grazie al contributo dei privati nell’anno del risanamento di Aem, più che in altre città, e che il metodo per i prossimi anni sarà ancora questo: si proseguirà a braccetto con i privati e i progetti finanziati dalle banche. Fra le minori entrate ci sono le multe: 400mila euro che non dovranno più essere pretesi dai cittadini, a ridimensionare gli allarmi del recente passato.

Ci saranno di nuovo continue variazioni di bilancio per monitorare la spesa, e dunque arriverà un’altra slavina di rideterminazioni di spesa. Nel piano delle opere pubbliche brilla il primo lotto della ciclabile per Cavatigozzi, completato e asfaltato, con i costi ridotti di 102mila euro, viene rimandato di un anno però il parcheggio di via Lungastretta, che doveva dare respiro a via Giordano, stressata dai suoi 20mila veicoli al giorno, un traffico degno di un’autostrada. Serie di lavori pubblici in vista per il Maristella, ristrutturazione anche per palazzo Affaitati e palazzo Grasselli. Il sindaco Galimberti ringrazia il governo: Cremona resiste così, nella speranza che altri progetti siano finanziati l’anno prossimo da Cariplo, Regione e dai ministeri. Il Comune, secondo i critici, perde indipendenza legandosi sempre più ai privati, in ogni settore. Intanto, fuori da palazzo comunale, la pioggia ha posto fine alla serie nera di giorni con le polveri sottili alte: anche la discussione sullo studio epidemiologico proposto dai 5 stelle, però, viene rinviata a dicembre, dopo il referendum costituzionale.

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