Ribellione a 5 stelle contro l’imperialismo delle due ruote

L’egemonia culturale delle biciclette è ormai indiscutibile e si è trasformata in un impero,  grazie alle scelte inevitabili e implacabili dell’amministrazione comunale. Chi oserebbe sostenere l’opposto in nome della supremazia dei Suv? Il successo però è tale che lo spontaneismo ciclistico si è capovolto in un dominio organizzato e sostenuto da mille iniziative. Il M5s sta tentando una difficile e sofferta ribellione per mettere in difficoltà lo strapotere del centrosinistra.

CREMONA Ecco le biciclette del bike sharing parcheggiate nelle loro rastrelliere, lucide e fiammanti ma inutilizzate, sullo sfondo di un negozio chiuso sono un simbolo di una città che soffre la cura delle due ruote proposta del centrosinistra. Se ne vedono altre in un cortile interno di palazzo comunale, nuove d’aspetto ma regolarmente a riposo. Anche oggi però il Comune ha diramato una nota che si rivolge ai turisti, ancora una volta: l’assessore Alessia Manfredini e il responsabile regionale di Bicincittà Marco Giuppone si sono incontrati stamattina, così si distribuiranno volantini nei bar e nei luoghi più frequentati con le istruzioni per l’uso del bike sharing – la bicicletta pubblica a noleggio – anche se a Cremona ci si sposta facilmente a piedi e sui percorsi più lunghi generalmente si usa la propria bicicletta personale. La rivoluzione delle pedivelle spreme una serie di investimenti municipali, facendo incontrare politiche per l’ambiente, lavori pubblici e altri rivolgimenti viabilistici, dopo la chiusura della zona a traffico limitato di mattina e di pomeriggio e la sorpresa di una ciclabile anche sul sottopasso di via Brescia, che dopo il consiglio comunale dell’altro ieri continua a far discutere: la lista civica del sindaco “Fare nuova la città”, capogruppo Enrico Manfredini, infatti ha accusato l’opposizione di far polemica senza nemmeno convinzione. Ma c’è un’associazione, la Fiab degli amici della bicicletta presieduta da Piercarlo Bertolotti, che è diventata ormai tra le più importanti in assoluto. Infatti ha ottenuto dall’amministrazione una sede nella centralissima in piazza Roma con uso gratuito e bollette pagate, rimborso di 5mila euro annui, uso gratis di più di 50 biciclette, altri 2.800 euro per la promozione dell’uso delle due ruote durante il 2015 e in aggiunta un affidamento diretto per un incarico del valore di poco inferiore ai 40mila euro, evitando così una selezione pubblica per uno studio di fattibilità sulle ricadute economiche degli itinerari cicloturistici. Il Comune ha giustificato la formula dell’incarico diretto, in perfetto stile Perri, sostenendo che alla Fiab non ci sono alternative. La consigliera dei 5 stelle Lucia Lanfredi, ribatte che le alternative si chiamano Itard, impresa sociale che ha sede in via Dante, e Gal Oglio Po, tra i cui soci c’è anche l’amministrazione provinciale, ma che non trova grandi riscontri al Pirellone. Puntuale la risposta della Fiab, che ha precisato che il progetto “Musica nel vento, in bicicletta dalle Orobie al Po” è finanziato dalla Cariplo e ampiamente sostenuto dagli enti locali: nessun favore alla Fiab dunque. L’impero delle biciclette a Cremona, ormai, non si può più nemmeno mettere in discussione.

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