Patto per la Lombardia, Legambiente: “Pacco di Natale vuoto”

CREMONA Un bel pacco di Natale, ben confezionato ma vuoto: il patto per la Lombardia, secondo la versione di Dario Balotta di Legambiente è null’altro che questo, anche perché mancano i fondi per circa 3 miliardi, come risulta dalla voce “altre risorse”. Per Cremona poi il terzo ponte sul Po, all’interno del nuovo raccordo Cremona-Castelvetro dell’A21, dovrebbe essere costruito a spese della proprietà privata, la cui maggioranza azionaria è del gruppo Gavio. E si può dubitare che Gavio voglia spendere 250 milioni di euro per il terzo ponte, una volta considerato lo studio di fattibilità della società di consulenza Trt, che nel 2005 aveva analizzato l’opera. Il saggio di rendimento del terzo ponte è molto basso, intorno al 5%. Allora il traffico pesante tra Castelvetro e Cremona era di 3mila veicoli al giorno, con una previsione di 12mila veicoli per il 2020, ma il progetto del 2008 ha spostato le stime al 2033, aumentando il flusso a 43mila, poi però nel 2010, in piena crisi economica, il dato del traffico sparisce del tutto. Inoltre Gavio eredita un debito consolidato paragonabile al costo dell’opera, che era stata programmata in vista del rinnovo della concessione dell’A21 per Centropadane, che per statuto doveva realizzare nuove opere. Dopo la gara e vista la riduzione del traffico è ancora giustificato il terzo ponte? Difficile anche che il privato riqualifichi la corda molle, che collega l’A21 alle autostrade per Milano e per Venezia. Dubbi da parte dell’esperto di Legambiente anche a proposito del raddoppio della linea ferroviaria Mantova Cremona Milano, dato che la domanda è minore rispetto alle linee più frequentate dai pendolari. Il Patto per la Lombardia annuncia la progettazione, con spesa pubblica di sei milioni. Se l’opera si fa, ci vorranno forse 10 anni, e nel frattempo i treni locali potrebbero già essere spariti: la tendenza attuale infatti quella di privilegiare le stazioni principali, cancellando le fermate minori. Con un treno diretto ogni ora e il raddoppio della linea ci sarebbero sempre 40 treni al giorno, invece con il binario unico si possono gestire 90 treni e 220 corse al giorno, garantendo più puntualità e minori guasti se si usa materiale rotabile efficiente, una tecnologia migliore e una progettazione più funzionale senza enormi spese. Per Cesare Vacchelli, del comitato No autostrade Sì ferrovie, il timore è che si realizzi uno degli scenari considerati dal Piano regionale della mobilità e dei trasporti, costruendo tutte le infrastrutture autostradali e lasciando sullo sfondo trasporto pubblico locale e ferrovie. Il dato peggiore è quello del trasporto merci: solo il 7% viaggia su rotaia, il resto su gomma. E in Lombardia sono previsti altri 350 km di autostrade per far circolare camion che Svizzera, Austria e Germania non vogliono più sulle loro strade, perché hanno privilegiato le ferrovie.

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