Polveri pm10, un altro anno oltre il limite dei 35 giorni

CREMONA Per il terzo giorno consecutivo l’aria di Cremona risulta inquinata da una quantità di polveri sottili pm10 sopra la soglia d’allerta, la zona peggiore della Lombardia, in questo inizio di dicembre, superata solo da Brescia. Ieri le centraline dell’Arpa hanno indicato mediamente quota 60, e nei giorni precedenti 61 e 52. Cremona così sta raggiungendo anche quest’anno il 35° giorno di sforamento, e per il tredicesimo anno consecutivo. Oggi è il 34° giorno oltre il limite. Crema ieri è arrivata a 61, e ci sono preoccupazioni anche nel Cremasco, come a Rivolta e nella zona di Trescore, per la presenza di diverse fonti inquinanti.

Dalla crisi ambientale Cremona, inserita dalla Regione in zona C, tra le peggiori, non riesce ancora a risollevarsi, malgrado il clima piovoso di quest’anno, che ha ridotto il numero di giorni oltre la soglia. I Comuni del circondario collaborano con Cremona cercando rimedi efficaci. Il sindaco di Gerre Borghi Michel Marchi lamenta gli scarsi controlli sulla combustione libera di legna, che dalle analisi dell’Arpa risulta particolarmente inquinante e nociva alla salute. Il blocco del traffico è inutile, per Marchi, sarebbe invece il caso di porre fine alle cattive abitudine di cui brucia legna o usa vecchie stufe a pellet in montagna, dato che il fumo scende sul cielo cremonese, e non si ferma certo a quota 700 metri. Più di un terzo degli abitanti di Gerre Borghi, da un censimento consegnato all’assessore cremonese Alessia Manfredini, usa sistemi di riscaldamento a rischio inquinamento: si tratta di circa 200 famiglie su 550. A che servono i protocolli dell’associazione dei Comuni se non si fanno questi controlli? Martedì pomeriggio a Cremona si riunirà la commissione ambiente: sarà discussa la bozza di convenzione con i paesi del circondario per potenziare la mobilità sostenibile. Il governo sarà incalzato dall’Anci ad aumentare il finanziamento del bando per la mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro, per facilitare gli spostamenti in bicicletta su percorsi protetti. Cremona, in un bacino di 100mila abitanti, vuole rafforzare il piedibus, l’automobile e la bicicletta in condivisione e a noleggio. Se però le risorse continueranno a scarseggiare, in alcuni piccoli Comuni non si potrà far altro che migliorare la segnaletica che indica le piste ciclabili esistenti, fra un centro abitato e l’altro, senza poterne realizzare di nuove. Lo studio epidemiologico chiesto da Lucia Lanfredi dei 5 stelle non è ancora all’ordine del giorno: inizialmente proposto per la zona dell’inceneritore, secondo il Pd dovrebbe essere ampliato a un territorio più ampio, considerando la presenza a Cremona di aree industriali inquinanti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...