Pm 10 cancerogene, 8 mesi di vita in meno: distrutta la retorica che protegge gli equilibri economico-politici

CREMONA Viene chiamata soglia d’allerta, ma quel limite di 50 microgrammi al metro cubo di polveri sottili pm10 tutela solo gli equilibri fra la politica e l’economia. L’attacco è di Benito Fiori del circolo Ambientescienze ed è il più pesante, perché smaschera il linguaggio rassicurante dei comunicati istituzionali, che elencano i soliti provvedimenti e una serie di inutili misure di contenimento, scontrandosi con la dura verità cui richiama l’Organizzazione mondiale della sanità. Infatti l’Oms chiede che il limite sia posto a 20, non a 50, mentre Cremona ieri è arrivata a un dato quadruplo: 84 in media, e 93 in via Fatebenefratelli, e dai sei giorni si trova sopra la soglia europea.

Ambientescienze non fa che riportare quanto sostiene la European Respiratory society, associazione internazionale di medici dell’apparato respiratorio che conta oltre 10.000 aderenti in 140 diversi paesi. Inoltre l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, organismo dell’Onu, ha classificato le polveri sottili nel gruppo 1, in quanto certamente causa di cancro. L’Unione europea però determina il livello di inquinamento sulla base delle migliori tecniche disponibili, non secondo l’effetto dannoso sulla salute. Molti esperti chiedono che si faccia riferimento non alle pm10, ma alla sua frazione più pericolosa, le polveri pm 2,5, particolato ultrafine, che ha come limite 25 parti per milione al giorno, come media annuale, e che per l’Oms dovrebbe avere come soglia massima 10, mentre a Cremona è arrivato a 77 in via Fatebenefratelli. A causa delle pm 2,5 per l’Oms l’aspettativa di vita è ridotta di circa 8 mesi e mezzo. Di fronte ai documenti scientifici il documento governativo sulla concentrazione atmosferica degli inquinanti appare irridente, dato che le morti premature in Italia risultano 66mila l’anno, di cui circa 150 a Cremona, due ogni cinque giorni. L’amministrazione comunale ha delle responsabile, essendo socia proprietaria dell’inceneritore, mentre il Protocollo sperimentale e a tutela dell’aria risulta per Fiori solo una raccolta di appelli e auspici ai cittadini perché non inquinino, visto che i provvedimenti, pur presenti, hanno una possibilità di controllo pressoché uguale a zero. Ad esempio la riduzione di un grado la temperatura delle abitazioni, come chiesto dal sindaco Galimberti, ha un’efficacia molto limitata. Sul piano nazionale nel 2015 ben 14,7 miliardi di euro sono andati alle fonti fossili (per il 90% ai produttori) in incentivi, facilitazioni fiscali e altro. Per la protezione della salute e per rendere utilizzabile il registro tumori invece mancano fondi. Da ieri a Cremona è stato limitato il traffico dei veicoli a diesel euro 3, stamattina è stata rafforzata l’informazione ai cittadini, con pannelli variabili agli ingressi della città, oltre che con cartelli informativi. La polizia locale ha intensificato i controlli del rispetto dell’ordinanza del sindaco. Ma le previsioni meteo fanno temere che l’emergenza, che si ripete ormai da tredici anni, peggiori ulteriormente nei prossimi giorni.

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