Soresina, operazione al Niguarda dopo l’infortunio sul lavoro. Il ferito, autonomo sui 70 anni, è stato ricoverato in prognosi riservata

Dopo l’infortunio sul lavoro di venerdì 2, l’ambulanza, da quanto viene riferito, usciva senza sirene dalla Latteria Soresina, per dirigersi verso l’azienda ospedaliera di Crema. Non sono intervenuti i carabinieri per i rilievi: i fatti sono stati poi circondati da versioni differenti. L’infortunato è comunque il titolare della ditta Lanzi di Trigolo e ha un’età meritevole di una vita da pensionato, sui settant’anni o poco più. Dalla Latteria è uscito in ambulanza per il trasporto al Maggiore di Crema, dov’è stato ricoverato in prognosi riservata: sarà trasferito al Niguarda di Milano e operato a fine settimana. E’ caduto smontando un soppalco all’interno del magazzino scorte del latte Uht, nello stabilimento della Latteria di via Landriani. La responsabilità della sicurezza è della stessa ditta Lanzi, carpenterie metalliche, che ha una lunga storia. E’ attiva infatti da mezzo secolo, e come tante altre piccole imprese ha conosciuto anni buoni, dagli anni Sessanta in poi. La ditta ha dato occupazione anche a sette o otto persone nel corso dei decenni, per ridurre il personale al minimo in questi anni. E’ nota a Trigolo la figura del titolare, un coriaceo autonomo che non s’è proprio fermato neanche per l’età e come da ragazzo è andato a lavorare ogni giorno, in circolazione col furgoncino della ditta, che ha resistito alla crisi soprattutto grazie ai lavori richiesti dalla Latteria in questi decenni. All’infortunio si potrebbe essere sommato (la dinamica non è chiara) un malore, dato che si parla di emorragia interna e di due fratture, al bacino e al femore. Le condizioni di salute, per quel che se ne sa, starebbero migliorando.

La caduta però non è da altezza elevata: si parla di circa un metro, è una caduta da una scala. Come mai allora una doppia frattura? E perché un signore sui settant’anni è andato a lavorare ed è salito su una scala? La Latteria, che non ha responsabilità sulla sicurezza in questo caso, ha eseguito una verifica interna e i vertici hanno comunicato che le procedure seguite sono state corrette. Resta il dramma di un altro grave infortunio, ancora: sulle cause le domande superano le risposte.

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