Tamoil, Comune in pressing anche sul ministero, l’Osservatorio si riunirà venerdì

CREMONA La ferita subita da Cremona è ancora aperta con un danno d’immagine lamentato dal Comune: non solo non è partita la bonifica del sito della Tamoil, ma nemmeno è iniziata la dismissione, che pure il ministero dell’ambiente ha decretato due anni fa, mentre la chiusura è del 2011 e la condanna in appello per disastro ambientale colposo, a carico di un manager, è di quest’anno, con un probabile ricorso in Cassazione. Gli stessi impianti installati nel 1963 sono al loro posto, davanti alle canottieri e vicino all’argine maestro.

L’Osservatorio municipale sull’ex raffineria si riunirà venerdì: l’assessore Alessia Manfredini promette rigore ma la normativa nazionale non ha finora aiutato Cremona. La giunta Galimberti, appena insediata, ha dovuto far ricorso al Tar per ottenere dall’industria libica il versamento della fidejussione di sette milioni di euro. Il sistema assicurativo in Italia non aiuta, perché la legislazione, come ha ricordato il geologo Gianni Porto, non prevede tempi e modi certi per le polizze sul rischio di inquinamento progressivo e storico, che tutti gli impianti produttivi dovrebbero avere. Diversamente dalla Germania, in Italia l’unico obbligo certo è quello della fidejussione. Quindi non ci sono tempi certi per la bonifica, che potrebbe tardare ancora anni. Anzi una legge voluta dal governo Molti ha tolto l’obbligo di bonifica, prevedendo un accertamento preliminare delle matrici ambientali, prima di procedere a ripulire il terreno a carico del proprietario. Oltretutto il ministero dell’ambiente, unico soggetto titolato a chiedere il risarcimento, non è entrato nel processo, sbagliando clamorosamente i tempi. Il Comune preme quindi perché il ministero si attivi, perché dica almeno qual è il cronoprogramma per la dismissione degli impianti. Nessuno sa quando passeranno i camion: oggi poi Tamoil a Cremona ha solo un deposito e nessun impianto produttivo. Le istituzioni locali rischiano di restare sole a rivendicare diritti. Intanto la barriera idraulica, che mediante le pompe aspira gli idrocarburi dal sottosuolo dell’ex raffineria, continua dal 2007 e l’unico dato positivo è che dopo nove anni i dati sull’inquinamento sono chiaramente migliorati. L’assessore quindi promette nuove analisi del sito inquinato, per giustificare nuove iniziative. Il ministero dell’ambiente l’anno prossimo dovrebbe entrare in gioco con tutta la propria forza, mentre la pressione dei Radicali prosegue incessante. Sul riutilizzo dell’area, il Comune ha detto no al polo logistico e al parcheggio: prima si faranno le analisi, poi, secondo gli auspici, la probabile bonifica, che non ha tempi certi. Sarà verificata anche la condizione delle aree interne delle canottieri. L’Osservatorio si riunirà venerdì alle 14.30 al primo piano di palazzo comunale, nella saletta dei consiglieri.

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