Laudato si’… il consumo di suolo: cantiere in via Flaminia e anche in via Mantova. E il Comune incassa

 

CREMONA In via Flaminia nemmeno l’enciclica Laudato si’ ha fermato l’impresa edile che, su terreno della società di mutuo soccorso e assistenza fra sacerdoti, ha atteso la scadenza dei termini per firmare la convenzione e prepararsi all’apertura del cantiere, sostenuta da alcuni segnali di ripresa. Se ne vanno così 20mila metri quadrati di verde, di cui 6mila e 600 per uso pubblico. Anche in via Mantova si costruirà, perché anche in questo caso dopo il via libera della giunta, entro un anno è stata firmata la convenzione e non resta che cominciare a lavorare.

Trecentomila metri quadrati in via Mantova, nella zona di San Felice, per una nuova media struttura di vendita Decathlon, da 2.500 metri quadrati e altre attività, per un totale di 300mila metri quadrati. Legambiente Cremona aveva chiesto al Comune una moratoria, per applicare il programma elettorale del sindaco Galimberti. Il caso di Brescia, dove il Comune ha deciso di ridurre il consumo di suolo imbattendosi in 20 ricorsi al Tar da parte delle imprese, ha messo in guardia Cremona, che ha scelto un’altra via, come spiega l’assessore Andrea Virgilio: la costruzione nel perimetro già edificato, con riduzione degli oneri sulle imprese. Così però il consumo di suolo segnalato da diverse associazioni, deluse dall’amministrazione cremonese, continua contro le promesse elettorali. Il Comune nel 2014 ha incassato solo un milione in oneri di urbanizzazione e quest’anno supera i due milioni, in gran parte per per ristrutturazioni, mentre prima della crisi l’importo arriva a quattro milioni. Dal Comune di Cremona, però, le associazioni si aspettavano molto di più: un esempio, un modello virtuoso per la riduzione del consumo di suolo, ben diversamente da quanto previsto dalla Regione, che ha escluso le infrastrutture e altro ancora dal computo del suolo edificato. La cementificazione a Cremona non è affatto giustificata dall’aumento della popolazione, che rimane stabile da parecchi anni, mentre l’invenduto immobiliare è consistente. Le imprese beneficiano di incentivi statali per l’efficienza energetica e la riduzione delle tasse. Per gli ambientalisti è un sistema assurdo. Guido Vaudetto, che aveva lanciato una petizione popolare contro la cementificazione, è costretto a riattivarsi: “Il suolo – dichiara – è una risorsa fondamentale: questi cantieri non hanno senso economico e sociale e giovano solo a pochissimi”. Poco lontano da via Flaminia, all’angolo fra via Ippocastani e via Novati ci sono condomini con appartamenti vuoti. Eppure l’amministrazione non si ferma. E cresce il timore che si costruisca anche nell’ambito di trasformazione di Cavatigozzi, presso l’ex Auricchio.

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