Tonnellate di posta in giacenza e rincarano le tariffe

CREMONA La posta in giacenza ha già superato le 15 tonnellate a Cremona: il sistema di recapito a giorni alterni è un fallimento, le tariffe aumentano e l’azienda Poste, come nota il sindacalista della Cisl Pietro Triolo, non vede, non sente e non parla, anche se le proteste dei cittadini, dei sindaci e delle imprese continuano a salire. Alcune lettere inviate dai Comuni in occasione del referendum costituzionale non sono nemmeno arrivate ed è solo uno dei casi. In città le zone di recapito sono 45 ed ogni portalettere lavora in due zone a giorni alterni, tranne il sabato e la domenica, per lo sciopero degli straordinari, che gli addetti per lo stress non riescono più a sopportare. Così è sufficiente un giorno festivo, come l’Immacolata, per far sì che la posta ordinaria salti un turno di consegna, e tardi quindi due giorni in più. Escluse le assicurate e le raccomandate, una lettera ordinaria di una banca o un settimanale quindi può arrivare una o due settimane dopo. A Soresina il giorno del patrono San Siro, venerdì 9, si è aggiunto all’Immacolata, giovedì 8, seguito poi da sabato e domenica: quattro giorni senza posta. Così il ritardo può arrivare a due settimane perché i carichi di lavoro per i portalettere sono quadruplicati, e basta che un collega vada in ferie o in malattie che la consegna diventa un miraggio. E’ stato necessario questo sabato l’aiuto di una ventina di portalettere da fuori provincia, che però, inevitabilmente, non conoscevano la zona. In due su un’auto hanno portato la posta, qualcuno si è perso nel ginepraio di piccoli Comuni, case sparse, cascine e frazioni che costellano il territorio. Forse anche sabato prossimo interverranno portalettere da altre province, perché la vertenza sindacale continua per l’impossibilità dei dipendenti di sostenere il carico di lavoro. Lo sciopero degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive, iniziato l’altro ieri, proseguirà fino all’8 gennaio. A Cremona, con le sue 45 zone di recapito e una numerosa popolazione anziana, è in notevole difficoltà, perché deve smistare la corrispondenza di tutto il circondario. Il progetto di consegna a giorni alterni è stato studiato per i piccoli centri a scarsa densità abitativa e scarsa corrispondenza, come ricorda Priolo, tuttavia l’azienda l’ha applicato ai Comuni più grandi e ai capoluoghi di provincia. A Brescia e Varese si presenta lo stesso problema di Cremona, diffuso in tutta la Lombardia. Lunedì 19 le Poste discuteranno della situazione della Lombardia a Roma, con l’Anci e i sindacati, che chiedono una riorganizzazione del lavoro. L’azienda, l’unica col bilancio in attivo in Europa, con azionista principale lo Stato, può permetterselo. Intanto aumentano le tariffe del 10% circa dal 10 gennaio: è la goccia che fa traboccare il vaso per Priolo. La classica raccomandata non oltre i 20 grammi rincara da 4 euro e mezzo a 5. E’ tempo che intervenga l’autorità di controllo, l’Agcom.

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