Emergenza smog, se ne parla a Bonemerse

CREMONA Dello studio epidemiologico sulle possibili conseguenze dell’inquinamento atmosferico si discuterà a Bonemerse, in un incontro pubblico organizzato dal Comune giovedì prossimo nella scuola primaria, alle 18.15, e non a Cremona, dove invece la commissione ambiente non si riunisce da un paio di mesi per affrontare, guarda caso, proprio la medesima richiesta: fare uno studio epidemiologico sulle cause di malattia e di morte e valutare i possibili effetti dell’inceneritore di via Antichi Budri. La richiesta è della consigliera dei 5 stelle Lucia Lanfredi: il centrosinistra di Cremona ha deciso di spostare la mozione dal consiglio comunale alla commissione ambiente per accelerare i tempi e realizzare lo studio su un’area più ampia, visto che Cremona è tutt’altro che priva di attività industriali inquinanti. L’amministrazione cittadina ha già incontrato l’Ats a metà novembre, rappresentata dall’assessore Mauro Platè, e Francesca Pontiggia, che della commissione è presidente, sottolinea che il Comune è del tutto favorevole a eseguire lo studio, ma se ne parlerà a Bonemerse. Dove giovedì dunque interverrà Paolo Ricci, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ats Valpadana, che quindi dovrebbe accollarsi costi che rientrano nell’attività istituzionale. Il sindaco Oreste Bini, già incalzato dalla sua minoranza, ha aderito al protocollo antismog assieme a Cremona ed è a sua volta impressionato negativamente dalla percentuale dei casi di tumore in rapporto al numero di abitanti. Da parte propria il Comune di Vescovato ha già acquisito i dati dall’Ats e ha constatato che le malattie dell’apparato respiratorio sono superiori alla media. E’ tempo dunque di ripensare alla salute e alla prevenzione dati sanitari alla mano. A Cremona le polveri sottili sono scese dopo 12 giorni consecutivi sotto la soglia d’allerta di 50 microgrammi: 40 la media di ieri, comunque il doppio di quanto raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Stamattina inoltre l’assessore Platè ha risposto all’interrogazione scritta della pentastellata Lucia Lanfredi sulla verifica del protocollo antismog. Sono state controllate, nell’inverno 2015-2016, più di 1.400 stufe a legna di potenza inferiore a 35 kilowatt: sono 74 quelle risultate non a norma. Sono gli impianti più inquinanti, secondo le verifiche dell’Arpa. Fra metà ottobre 2015 e metà aprile 2016, inoltre sono stati controllati dai vigili 1.654 veicoli: e sono state 458 le multe per omessa revisione, ma non per la violazione del protocollo antismog. I vigili non sono provvisti di opacimetro, strumento che serve a misurare il grado di inquinamento dei motori diesel e il cui uso non è previsto dalla legge.

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