Bollette rinviate, per le Poste “va tutto bene”

Il ritardo nella consegna della posta ordinaria,  bollette comprese, ha reso necessario il rinvio della scadenza del pagamento da parte dell’Aspm di Soresina. In provincia, ma anche in Lombardia, è un fatto indicativo, non eccezionale: l’azienda Poste considera ormai secondaria e meritevole di ritardo sistematico la posta ordinaria. Bisogna fare affari con Amazon e il recapito urgente, i pacchi, i quotidiani. Il confine tra il desiderio e il possesso – stimolato dalla pubblicità, dalle pulsioni di consumo e possesso – si assottiglia e le Poste assecondano il mercato e le passioni compulsive, se non le necessità, dell’utente. Ancora una volta il mercato, per moltiformi fattori, sconvolge il servizio pubblico.

 

CREMONA Per le Poste “va tutto bene” così, con solo qualche leggera crisi in alcuni centri: il sistema di recapito a giorni alterni può proseguire. L’esito dell’incontro di ieri a Roma con l’azienda ha lasciato “basito” il sindacalista cremonese Pietro Triolo, della Slp Cisl, che ha contestato oltre alle mancate relazioni industriali ai tavoli regionali anche le difficoltà che i dipendenti vivono giornalmente sul territorio ad applicare la nuova organizzazione del recapito. Le giacenze, che hanno superato le 15 tonnellate a Cremona, aumentano da tempo ma il metodo non cambia. Le Poste accettano commesse impegnative e le realizzano con il ridotto personale a disposizione. Il lavoro viene organizzato quindi per la consegna dei pacchi di Amazon, come anche per la valanga di atti giudiziari che si accompagna all’aggiornamento del bollo auto regionale, per le raccomandate, le assicurate e i quotidiani, per i servizi più urgenti: la posta ordinaria viene consegnata inevitabilmente in ritardo. I carichi di lavoro, per effetto delle strategie aziendali, sono cresciuti e quindi diversi portalettere iniziano a lavorare prima dell’orario e terminano dopo, regalando volontariamente ore all’azienda. Lo sciopero degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive quindi continua e fino all’anno prossimo probabilmente non cambierà nulla.

E poi per le Poste il territorio di Cremona con i suoi 115 Comuni e numerose frazioni non fa differenza, come non cambia l’organizzazione nemmeno sulle montagne di Sondrio. A Cremona le zone di recapito sono 45 e i portalettere poco più di venti. L’azienda è in attivo, fa nuovi affari ma teme la concorrenza e non riorganizza. I problemi però possono iniziare a comparire anche con le raccomandate. Ogni portalettere deve consegnare 100 o 150 raccomandate, ma l’azienda calcola solo tre minuti per consegna e quindi ritiene che basti un giorno lavorativo, senza però considerare il tempo per la percorrenza. Il risultato è che qualche cremonese inizia a vedersi portare la ricevuta di ritorno delle raccomandate più tardi che in passato. Non sempre dunque gli algoritmi tengono conto della realtà. Chi non utilizza internet e le posta elettronica, rinunciando ai bollettini cartacei, può restare escluso, come i ceti deboli che non hanno familiarità con il web.

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