Piscina, gara a febbraio: avanti ma con amarezza

CREMONA La gara per la gestione della piscina si farà, probabilmente a febbraio: il centrosinistra non arretra ma esprime in diversi interventi la propria amarezza per il mancato accordo con le società canottieri per una ristrutturazione dell’impianto e un’eventuale gestione tutta cremonese, concordata con la Federnuoto e la società cittadine, com’è apparso chiaro ieri durante la commissione Vigilanza.

Per centrodestra e 5 stelle la doverosa intesa non è stata mai tentata, per il centrosinistra non c’erano le condizioni economiche; di fatto il Comune, ha ribadito l’assessore Platè come il sindaco Galimberti, non ha due milioni di euro per fare investimenti e migliorare le strutture del comparto al Po e la piscina costruita nel ‘72, per concederla in affidamento. Ci sarebbe stata la possibilità di avviare una procedura esplorativa più aperta, secondo la Federnuoto, con il coinvolgimento sin dall’inizio delle società sportive. Il presidente lombardo Danilo Vucenovich e l’avvocata Amabile hanno sostenuto di avere un ruolo istituzionale, anche se non pubblico, quindi adeguato a un affidamento diretto, e respinto le critiche del Comune alla gestione. Anzi Vucenovich ha polemizzato con Platè chiedendogli se avesse voluto commissariare la piscina proponendo il comitato per lo sviluppo del nuoto in città. Per Federico Fasani, nuovo centrodestra, la delibera di giunta che ha approvato il project financing ha introdotto un percorso troppo vincolante. Platè ha spiegato che c’è almeno la garanzia che la gara non vada deserta, e che saranno fatti lavori di manutenzione necessari a evitare le conseguenze peggiori, come la chiusura. Per ragioni economiche nessuno può pagare un piano di lavori così impegnativo nel comparto al Po: l’avvento di un forte soggetto privato può invece riuscirci. Sport Management per il Comune è una possibilità, non un pericolo. Il sindaco conta in ogni caso di trovare nuove alleanze con le canottieri, che d’altra parte con i loro 3.200 atleti, 800 tesserati ciascuna, sono una realtà che inorgoglisce la stessa amministrazione. Marco Montagni, per conto delle canottieri, ha riproposto l’affidamento diretto, nell’estrema speranza che il Comune cambi idea e ha lamentato che è tutta questione di soldi. Platè ha rigettato tutte le critiche, come negli ultimi mesi, e ribadito che la piscina è troppo poco frequentata, che il peso dei soci delle canottieri è forse tra il 10 e il 15% degli accessi annui, non il 70%, anche se il dato non è calcolato precisamente. Il bando poi non può escludere un gestore di gare agonistiche: sarebbe irregolare. La piscina non è così appetibile, dato che serve manutenzione e funziona soprattutto d’inverno. Nessuno, ha sottolineato il sindaco, ha sostenuto che l’iter sia stato illegittimo: è stata la terza riunione sull’argomento, troppe per parlare di scarsa trasparenza.

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