Decreto amianto, niente soldi per le bonifiche delle scuole

CREMONA L’eliminazione dell’amianto dagli edifici pubblici, per una spesa di 300mila euro, è uno dei punti qualificanti del Programma delle opere pubbliche approvato dall’ultimo consiglio comunale, la settimana scorsa. Dal decreto attuativo del collegato ambientale della legge di stabilità, però, è sparito il fondo nazionale per la copertura delle spese complessive da bonifica di amianto. Ai Comuni arriveranno, da parte del ministero, solo i soldi necessari a pagare le spese di progettazione preliminare e definitiva: non molti, dato che questi progetti sono standard, come nel caso di Cremona.

Per non dover attendere tempi lunghi, soggetti a variazioni imprevedibili, l’amministrazione cittadina già in settembre, sollecitata dalle proteste dei genitori degli allievi della scuola Trento Trieste, ha coperto interamente la spesa con 10mila euro tutti municipali, trattandosi di amianto in stato di decomposizione. Sicuramente i privati continueranno a beneficiare del credito d’imposta del 50%, come previsto dal collegato ambientale. Il presidente del Senato Pietro Grasso, nella seconda assemblea nazionale sull’amianto, un mese fa aveva parlato di emergenza nazionale, convinto che i decreti attuativi della legge di stabilità avrebbero rafforzato l’impegno di spesa. In realtà solo i privati stanno beneficiando di maggiore sensibilità da parte dello Stato, perché ottengono un credito d’imposta pari al 50%. Il decreto attuativo pubblicato il 25 novembre istituisce un fondo di oltre cinque milioni, ma solo per la progettazione. Ci sono piccoli Comuni già in allarme, non solo per la situazione presente ma anche per il futuro, come Vescovato e altri. Il sindaco Maria Grazia Bonfante ha il progetto pronto per la bonifica della scuola materna e per gli spogliatoi del campo sportivo: di questo passo si favorisce la privatizzazione, penalizzando in questo modo il servizio pubblico. E dire che la priorità, nel lungo elenco delle bonifiche, era stata data ai luoghi frequentati dai bambini, come le scuole. Ci sono i soldi per la Tav, non per le scuole comunali, anche se il collegato ambientale della legge di stabilità prevedeva un decreto attuativo preceduto da serie speranze, visto l’impegno di qualche anno fa. I soldi per la progettazione sono poca cosa per i Comuni, che fanno eseguire i progetti dai tecnici dipendenti. Il maggior costo è per la bonifica e lo smaltimento, mentre il riciclo rimane per ora un dilemma, come da sempre.

http://www.telecolor.net

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...