Tassa mascherata sulla carta d’identità

CREMONA Prima delle feste e degli auguri, l’amministrazione ha calcolato quanto pagheranno complessivamente l’anno prossimo i cittadini cremonesi che dovranno rinnovare la carta d’identità, adeguandosi al formato elettronico: 80mila euro in tutto, già messi a bilancio, sotto chiave, che saranno incassati da oltre 4.750 cittadini, tenuti a versare più di 17 euro ciascuno per un servizio che fino a qualche anno fa era gratuito con consegna immediata del documento, direttamente nell’ufficio anagrafe municipale.

Altri tempi, ben diversi, quando Cremona era all’avanguardia con un progetto pilota che rappresentava l’avvento della modernità nella pubblica amministrazione e che adesso si traduce in una maggiore spesa del cittadino. Inoltre il rinnovo di tutte quante le carte d’identità comporta un incasso stimabile attorno al milione di euro in diritti amministrativi. La sostanziosa innovazione dipende dalle scelte ministeriali: l’incasso ricavato dal tributo sulla carta d’identità elettronica non rimane infatti nei forzieri del Comune, bensì viene interamente e immediatamente inviato nelle sedi ministeriali. Anche i versamenti dell’amministrazione cittadina ai ministeri sono disciplinati rigorosamente, come spiega in un documento il segretario comunale Pasquale Criscuolo: avverranno sistematicamente il 15 e l’ultimo giorno lavorativo di ogni mese. I documenti personali saranno poi verificati, stampati e inviati da Roma ai cittadini per corrispondenza, proprio adesso le Poste si sono riorganizzate col nuovo sistema di recapito a giorni alterni. C’è quindi il rischio di dover pazientare diversi giorni: chi vorrà partire per l’estero, dovrà guardarsi dal rinnovare i documenti all’ultimo momenti. Non ci sarà più infatti il dipendente dell’anagrafe a stampare all’istante il documento che ha stupito i cremonesi all’inizio degli anni 2000: bisognerà portarsi le fototessere da casa, anche su supporto Usb. All’anagrafe i dipendenti si limiteranno a raccogliere i dati personali e prendere le impronte digitali per poi trasmettere il tutto al ministero, vista la centralizzazione del sistema, stabilita con un decreto del 23 dicembre 2015, che trova riscontro di nuovo pochi giorni prima di Natale. Da parte propria, l’amministrazione può solo facilitare i cremonesi, consentendo di nuovo all’anagrafe di scattare le fototessera. L’imprevisto balzello è invece ineludibile.

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