Bilancio sociale molto smart e poco partecipato

E’ diventata così insopportabile un’assemblea per decidere insieme almeno alcune cose? Nel corso degli anni, sospinti dal ministero della Funzione pubblica e dall’economia digitale, i Comuni si sono dedicati alle acrobazie della comunicazione su internet, mentre a loro volta i cittadini hanno perso l’abitudine di confrontarsi, senza troppi pregiudizi. E così arriva un incarico esterno da 21mila euro per il bilancio sociale che gli amministratori locali potrebbero fare parlando con i cittadini. Il bilancio partecipato resta comunque un miraggio.

 

CREMONA Chi sentendo parlare di bilancio sociale di metà mandato un Comune immagina assemblee e discussioni sui progetti ancora da approvare, come ad esempio sulle scelte strategiche che riguardano le partecipate, si sta sbagliando e di gran lunga. Lo dimostra l’incarico di 21mila euro appena assegnato dall’amministrazione cittadina, mediante una determina del segretario generale Pasquale Criscuolo, a una società milanese, la Refe, che dovrà redigere, come prodotto finale da trasmettere ai cittadini, la mappa strategica e il bilancio sociale di metà mandato, per spiegare che cosa la giunta ha fatto, come ha impiegato le risorse, con quali priorità e con quali risultati, attingendo ai documenti di programmazione strategica già votati dal consiglio comunale.

 

Si resta lontani dal modello del bilancio partecipato, chiesto dal sindaco di Vescovato Maria Grazia Bonfante al presidente della Provincia Davide Viola, con l’aspettativa che il presidente chiami i Comuni e faccia insieme a loro il bilancio, invece di comunicarlo a cose fatte. Andrà proprio così, come da programma elettorale del sindaco Galimberti, sull’onda della “informazione a portata di dito”, nello spirito della smart city e della comunicazione istituzionale prevista dal ministero della Funzione pubblica e attuata in città come Piacenza, Ferrara e Comuni di dimensioni più piccole. A Cremona dunque si farà una “mappa strategica di aree temi chiave di richiamo per la cittadinanza”, con obiettivi strategici e progetti in primo piano, condivisione sì ma tra assessori e dirigenti e infine una rendicontazione efficace, a giochi fatti però e su internet. La trasparenza a Cremona funzionerà così, senza partecipazione attiva dei cittadini, dopo tante lamentele delle minoranze per le scelte calate dall’alto, a partire dall’alleanza di Lgh con A2A e una lunga serie di privatizzazioni, gare, appalti e infrastrutture costate svariati milioni di euro e duramente criticate da una parte della popolazione.

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