21mila case vuote in provincia e si costruisce ancora. Virgilio: “Favoriamo le ristrutturazioni”

CREMONA Ha una lunga storia il dato delle 21mila case vuote in provincia di Cremona, calcolato dalla rete di agenzie immobiliari “Solo affitti” e rilanciato dalla stampa locale. E’ stato troppo irrigidito il mercato immobiliare in centro storico, come nota l’assessore Andrea Virgilio, con la conseguenza di un’espansione edilizia enorme nei Comuni cintura e anche nelle periferie: gli anni dell’eccesso del  consumo di suolo appartengono alle amministrazioni precedenti, non all’attuale, che respinge le critiche di cementificazione con cui la bersagliano diverse associazioni ambientaliste. Cremona, città con forse 2mila abitazioni vuote, nona in Lombardia, si ritrova con alcune aree deserte in centro, che solo in questo ultimo periodo iniziano a popolarsi di appartamenti, grazie a una serie di ristrutturazioni. La città sembra ferma, con qualche recente segnale di ripresa delle compravendite, e non riesce a assorbire però neanche gli stessi contributi regionali per le giovani coppie, e nemmeno per gli appartamenti popolari a canone moderato, che non si differenziano sufficientemente dai valori di mercato. Già l’amministrazione Corada aveva individuato aree per l’edilizia a canone moderato, non sociale, che però non sono decollate. Il confronto con Milano, dove gli affitti sono molto più cari e le scelte sono marcatamente differenziate, penalizza Cremona, dove il costo del riscaldamento in un appartamento in periferia, con infissi vecchi e classe energetica bassa, assieme allo spostamento in auto verso il centro, non rende appetibili le case in affitto se non sono nuove. Così i cartelli affittasi restano numerosi. Dalla giunta Galimberti non arriva dunque alcun mea culpa per il consumo di suolo in via Flaminia e via Mantova, dove i lavori ormai dovrebbero iniziare presto, dopo una procedura avviata nel 2013 dall’ex assessore Carlo Malvezzi. Anche l’associazione dei costruttori edili, l’Ance, è orientata da tempo verso le ristrutturazioni, sulle quali il governo ha confermato agevolazioni notevoli. Eppure, malgrado giustificazioni e spiegazioni, si continuerà a costruire, seppure a ritmo non paragonabile, insiste Virgilio, con gli anni scorsi. I due milioni e mezzo di euro di oneri di urbanizzazione incassati dal Comune quest’anno sono quasi tutti dovuti alle ristrutturazioni. Al termine del mandato del sindaco Galimberti sarà ben difficile rispettare il programma elettorale, che prevedeva zero metri cubi di costruzioni. Complici anche i rischi di ricorsi al Tar delle imprese edili che già si sono attivate dopo la variante al Pgt firmata Carlo Malvezzi.

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