Strage di alberi secolari a Sergnano

 

Come si fa a incidere con una motosega la bellezza di un albero secolore, a esercitare pressione con quell’arma metallica, tagliando e continuando a tagliare il tessuto vivo di un tronco, finché non cade? E che cosa pensa un albero stramazzato sul suo suolo? Chi lo fa ha avuto un incarico, che è stato assegnato, concepito, giustificato… Ci saranno motivazioni legalmente valide ma una ragione che valga anche per l’anima in questi casi non si può trovare.

SERGNANO CR Strage di alberi a Sergnano, vicino a Crema, in pieno parco del Serio. Succede ogni anno: il parco presieduto da Dimitri Donati, che nel consiglio d’amministrazione ha l’ex consigliere provinciale Ernesto Zaghen, agricoltore di Sergnano, può benissimo autorizzare tagli di questo tipo, come succede ogni anno. Sono piante secolari, dal diametro di un metro, non certo alberi da silvicoltura, destinati al taglio non appena le condizioni di mercato mettano in movimento le motoseghe. Operazioni consuete, che però oggi un consigliere comunale di Sergnano, Enrico Duranti, ha voluto fotografare e rendere note: questa è la routine di ogni anno in un parco regionale, per quanto l’intervento delle motoseghe sia poco popolare tra chi vorrebbe più alberi e meno cemento. Non sono giornate cariche di soddisfazioni ecologiste a Sergnano: si vede vicino al pozzo 44 dello stoccaggio di metano della Stogit un casotto per i cacciatori, con un laghetto di richiamo per i volatili, che sorge proprio nella fascia di rispetto dello stoccaggio, come nota Duranti: si tratta di un’attività a rischio di incidente rilevante, eppure viene praticata la caccia ed è possibile che qualcuno, nei giorni in cui è lecito, si metta a sparare alla selvaggina a pochi metri dal cartello che indica pericolo di incendio per la presenza di uno stoccaggio di gas. Dunque il Parco del Serio permette anche questo? E dire che le ultime norme della regione Lombardia non comprendono più le attività di stoccaggio di metano sul territorio dei parchi regionali.

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