Aria irrespirabile ma si brucia il verde

In Italia il verde è sottoprodotto, non si sa di che cosa, ma lo è per effetto di una legge nazionale dell’agosto 2016: legge sbagliata, che verà censurata dall’Unione europea, come ha chiarito il commissario europeo Karmenu Vella. L’Italia infatti, Cremona compresa, incenerisce e fa polvere del verde invece di recuperarlo tramite compost. Non solo: bruciando il verde le multiutility come Lgh A2a possono ricevere cospicui contributi pubblici. E l’effetto è un aumento di polveri inquinanti. Complessivamente, ieri le pm10 sono tornate a salire. Ben 64 i giorni di sforamento in tutto l’anno scorso.

CREMONA Il 2017 viene puntualmente inaugurato dalle polveri sottili pm10 e pm 2.5, ancora più pericolose e cancerogene, che il primo gennaio sono arrivate a 87 microgrammi in media, con le pm 2.5 a 83, circa il quadruplo di quanto indicato dall’organizzazione mondiale della sanità. Alcuni cittadini, sia a Crema che a Cremona, se ne sono accorti subito, guardando sul cellulare i dati del sito dell’Arpa. Qualità dell’aria scadente a Cremona, per l’agenzia regionale di protezione dell’ambiente, e pessima a Crema. L’andamento di dicembre era stato disastroso: quando le polveri erano  basse, arrivavano a 40, per superare la soglia d’allerta europea di 50 un giorno su due. Fra le cause della diffusione di polveri pericolose per la salute, tanto più d’inverno, quando le malattie delle vie respiratorie sono in agguato, ci sono però anche le centrali a biomasse, compressa quella di Cremona, che sorge accanto all’inceneritore e brucia anche il verde pubblico e gli alberi del comune, per gli ecologisti potrebbero essere riutilizzati in agricoltura. Alcune associazioni ambientaliste, quindi, come Salviamo il Paesaggio, hanno salutato con soddisfazione la risposta data il 21 dicembre scorso dal commissario europeo per l’ambiente Karmenu Vella all’interrogazione di alcuni europarlamentari italiani, come Eleonora Evi del M5S. Vella infatti ha confermato che gli sfalci e le potature dei giardini e dei parchi pubblici vanno nel compost, non vanno bruciati: la legge italiana 154 del 2016 è contraria alla direttiva europea 2008/98, sicché i vertici dell’Unione europea solleveranno la questione presso lo Stato italiano. Invece di arricchire il riciclo, quel verde viene bruciato e si trasforma in polveri, per produrre energia premiata per legge italiana con contributi pubblici al gestore della biomasse, una società del gruppo Lgh-A2A. L’Italia non è nuova nella magia anti-europea di trasformare i rifiuti in sottoprodotti, non si sa di che cosa, come il verde pubblico, sottoprodotto in Italia e rifiuto a Bruxelles. Anche il digestato dei biogas in Italia è un fertilizzante e in Europa è rifiuto. Da parte ecologista la richiesta è quindi di cambiare le leggi difformi dalle difformi dalla direttiva europea. Nel frattempo l’Arpa, alla vigilia di San Silvestro, aveva avvisato i Comuni di provvedere per evitare che i botti, in quanto esplosioni, facessero salire il dato delle pm10 come ad ogni Capodanno.

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