Beppe Grillo: l’ottimismo della tecnologia, la tragedia della libertà

“Ci si rappresenta da soli”, ecco come viene risolta la secolare questione della delega nel M5S, con le parole di Beppe Grillo nel discorso di fine anno 2016: il carico della rappresentanza è sulle spalle dell’individuo, opportunamente certificato con apposito marchio, che nei momenti di crisi e di transizione è chiamato, agostinianamente, a reggere il peso dell’intero sistema. La delega è fallita come l’intero sistema della rappresentanza e della rappresentazione: il superamento della metafisica è un problema posto da tempo in filosofia ma non in politica, dove il cambiamento epocale – e non a caso, per il peso della storia – tarda a realizzarsi.

Grillo parla ottimisticamente di un futuro prossimo in cui il tempo libero sarà il quadruplo del tempo di lavoro, grazie a tecnologie – controllate da chi? Capitalisti filantropi illuminati? – che trasformeranno la vita, semplificandola per chi le saprà usare. L’avvenire, non lontano, sarà molto complicato ma offrirà opportunità inimmaginabili, si entrerà in un mondo stupefacente: il M5S dunque addestra i consumatori delle rutilanti tecnologie di domani, nell’interesse di chi le gestirà.

L’individuo deve diventare a sua volta un prodotto di quella mentalità tecnologica, non può restare così com’è, vecchio e superato, con le idee del Novecento. Che dice Grillo, se non che l’individuo così com’è, uscito dalle scuole di oggi o di ieri, impegnato nel lavoro secondo vecchie ideologie, è obsoleto? “L’uomo è obsoleto” (Anders), ci risiamo. L’uomo dà fastidio, non è adatto al mondo che verrà, deve dunque adattarsi. E se un uomo volesse vivere senza l’assicurazione sul futuro che gli offre un movimento che promette paradisi artificiali da raggiungere mediante la tecnologia?

La libertà è faticosa, anche insopportabile, assurda, anzi tragica: viene semplificata, o meglio deformata, dalla piattaforma Rousseau, dove tutti sono legislatori ed esercitano direttamente il potere cui hanno diritto. Il fatto è che alla libertà, tutta, nel suo insieme, col suo ammasso di spigoli, è impossibile rinunciare: va usata, inevitabilmente, e il suo esercizio non fa che creare gravi problemi, fino alle tragedie più ridicole e orribili, che si sdipanano nelle infinite varianti che ciascuno non può che affrontare. La democrazia diretta infatti crea mille complicazioni ed espulsioni dal movimento dei miracoli.

Grillo consegna un discorso privo di una prospettiva sociale e ricco solo di opportunità individuali,  negli anni della povertà delle masse di migranti. Di ecologia non si parla nemmeno, solo di tecnologia.

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