Nel cuore del Comune ci sono gli ipermercati, negozi allo sbando e proteste

 

 

CREMONA La protesta dei commercianti del centro rimbalza su internet, da un intervento all’altro, da Paolo Mantovani a Patrizia Signorini, dopo che il sindaco Gianluca Galimberti ha confermato di voler seguire nel 2017 la stessa linea degli anni precedenti. Mentre il centro commerciale CremonaPo sta per allargarsi di nuovo, con un ulteriore ampliamento verso via Sesto, grazie a lavori previsti per questa primavera, i negozianti assistono sgomenti. Il sindaco si riconosce nel via libera al grande insediamento accanto al Cambonino, che costò una crisi di giunta al centrosinistra dei primi anni Duemila, con le dimissioni dell’assessore di quegli anni Massimo Terzi. Per Galimberti si tratta di valorizzazione di aree, che sono attualmente prati verdi, in vista di ulteriore consumo di suolo, e di opportunità di lavoro per molti, proprio negli anni della chiusura dei negozi. L’allarme di Terzi e di altri, dopo vent’anni, trova conferma: il centro si sta svuotando. Galimberti non considera gli ipermercati come rivali dei negozianti di dettaglio e punta sul nuovo arredo urbano, sull’organizzazione di eventi e manifestazioni, innanzitutto sulle celebrazioni monteverdiane, sul bando per rivitalizzare i negozi sfitti mediante un bando assieme al Duc, sulla pavimentazione di pregio in via Goito e le politiche della sosta. L’idea è di rendere più attraente corso Garibaldi, facendone una prosecuzione di corso Campi. Strategie fallimentari per Paolo Mantovani: la causa della crisi del centro storico, a Cremona e altrove, dipende proprio dagli ipermercati: eventi e mercatini sono illusioni. Frecciata di Galimberti ai negozianti, invitati a strategie migliori per un rapporto qualità prezzo più interessante per i consumatori. Mantovani  non vede una soluzione nelle riunioni di questi anni tra associazioni di categoria e Duc e lancia a propria volta critiche all’atteggiamento supponente di alcuni commercianti verso i clienti. Non mancano da parte di altri commentatori, come Claudia Cremonesi, le critiche alla presenza eccessiva di negozi in franchising, al posto di attività artigiane, in grado di radicarsi sul territorio e stringere legami duraturi con i clienti. Crescerà intanto anche CremonaDue a Gadesco, mentre a San Felice e nell’ex Snum il Comune attende ancora nuovi supermercati. Patrizia Signorini da parte sua lamenta il sostegno di chi governa alla speculazione dei grandi investitori, mentre i piccoli esercenti patiscono la pressione fiscale, mentre i modelli di consumo standardizzati abbassano la qualità. La soluzione sarebbe il centro  commerciale diffuso nel cuore della città, non fuori, con politiche mirate.

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