La commissione ambiente si fa desiderare

CREMONA La commissione ambiente non è mai stata tanto desiderata: stanno chiedendo una convocazione, da parte della presidente Francesca Pontiggia (Pd), Giorgio Everet, per Forza Italia, che ha messo nero su bianco, e la grillina Lucia Lanfredi, nella speranza che il Comune prenda ulteriori provvedimenti, vista la crisi per l’inquinamento dell’aria, che dura ininterrottamente dai primi anni Duemila. L’ultima riunione è del 6 dicembre, prima che l’emergenza smog fosse quotidiano argomento di apprensione. Dai primi di dicembre le polveri sottili cancerogene pm10 e pm5 superano un giorno ogni due la soglia d’allerta di 50 microgrammi. Ieri le polveri sono arrivate a 71 in via Fatebenefratelli 58, quinto superamento del limite su cinque giorni quest’anno. La siccità peggiora la situazione: per l’assenza di piogge il livello del fiume Po è sceso a sei metri e 30 centimetri sotto lo zero idrometrico, otto metri in meno rispetto a novembre. Ai primi di gennaio il settore Lavori pubblici ha approvato la proposta del progetto per la mobilità sostenibile nei percorsi casa lavoro e casa scuola. E’ l’investimento più importante da parte dell’amministrazione cittadina, assieme ai Comuni confinanti, per un totale di 100mila abitanti, che partecipano così a un bando nazionale del ministero dell’ambiente, con un impegno di spesa di un milione e 581mila euro, di cui 644mila a carico degli enti locali – 112mila da parte della sola Cremona – e il resto a spese del ministero, sempre che Cremona riesca a vincere. In caso contrario, non sarà possibile nemmeno completare piste ciclabili e attraversamenti pedonali e tutti i piccoli interventi, che però permetterebbero di non usare l’automobile nei tragitti verso la scuola e verso il posto di lavoro. Il rischio che corre Cremona è di non ricevere finanziamenti e rimanere nelle stesse condizioni di sempre. Legambiente si aspetta molto di più, per uscire dall’eterna emergenza smog, ovvero la realizzazione di un’ampia area sottoposta a vincoli ambientali per il contenimento delle emissioni, senza che l’iniziativa sia lasciata ai singoli Comuni o alla Regione, che ha messo in atto un anno fa un nuovo protocollo senza però grandi risultati. Anche il 2016 si è concluso con 64 giorni oltre il limite europeo dei 35 giorni, che viene violato dal 2002. L’Arpa ha constatato un miglioramento, ma le statistiche dell’Organizzazione mondiale della sanità continuano a indicare la provincia di Cremona tra le più inquinate d’Europa.

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