Acciaieria Arvedi fermata per il rumore nel weekend

16.1.2017

 

CREMONA A questo punto diversi cittadini si aspettano un incontro pubblico con il sindaco e la giunta, dato che sabato mattina l’acciaieria Arvedi, avvisata dall’Arpa, ha dovuto fermare un’attività particolarmente rumorosa, come il cesoiamento di lamiere, e rimandarla a lunedì, oggi, o comunque nei feriali, concedendo tregua ai residenti di Cavatigozzi e Spinadesco, che vengono colpiti dall’inquinamento acustico a turno, a seconda della direzione del vento. Sabato mattina, dopo alcune telefonate ed email, l’assessore all’ambiente Alessia Manfredini si è recata all’acciaieria di via Acquaviva assieme al vicecomandante dei vigili Roberto Lazzari e al vigile di quartiere. Il dato di fatto è il superamento della soglia di decibel ammessi dal piano di zonizzazione acustica. E’ successo anche nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, quando il report del monitoraggio acustico inviato dall’acciaieria all’assessore Manfredini indicava una media di decibel, fra le 22 e le 6 del mattino, di 47,6, quando la soglia da rispettare a Spinadesco è 45 nell’area 2, mentre nell’area 1 è 40. La centralina dell’Arpa è accanto al cimitero, che è in area 1. L’Arpa calcola diverse medie statistiche: quelle che mettono in evidenza i picchi hanno registrato livelli da 54 a 50 decibel. I decibel percepiti dall’orecchio umano, però, seguono un calcolo logaritmico: 4 decibel in più indicano un rumore 10mila volte più grande. L’orecchio percepisce il suono di una carezza su una guancia così come il frastuono di un aereo supersonico: la differenza è enorme. Per l’acciaieria è stato un “contributo all’indice acustico”, trasformatosi in frastuono a Spinadesco a causa del vento.

Quel che inquieta parte della popolazione, quella più esposta al frastuono dei rottami in caduta dall’alto e al cesoiamento di lamiere (i cosiddetti boati o scrosci), è che il piano di risanamento acustico decretato dall’amministrazione provinciale, che ha obbligato l’industria di via Acquaviva a eseguire una serie di lavori e a riorganizzare l’attività, non è efficace. L’assessore Manfredini non è stata ancora informata di alcuna verifica sul piano di risanamento, che l’anno scorso è stata rinviata di sei mesi. La prossima riunione dell’Osservatorio Arvedi, è prevista entro gennaio e il comitato di quartiere di Cavatigozzi, presieduto da Daniele Ardigò, insiste: non basta rimandare le attività in orari diurni, concedendo la quiete nel fine settimana, bisogna semmai evitare di generare i “forti e continui boati sentiti sabato mattina”.

 

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