Le mani sull’ufficio turistico: interrogazione del M5s

Invece di dare all’ufficio turistico un’organizzazione e programmi in grado di fare il profilo del turista interessato a Cremona per costruirgli un’offerta dedicata, e fargli sentire ciò che è vibrantemente e visceralmente cremonese, per diffondere la forza e il fascino dell’essere cremonese, col fascino del fiume Po e l’incanto di una città storica, ecco che assieme a tanta propaganda si scatena una sorta di calciomercato per un nuovo posto di posizione organizzativa, o vice-dirigente, all’ufficio turistico, lo Iat ex provinciale ora gestito dal Comune. Il M5s lancia una serie di domande.

 

CREMONA La giunta Galimberti è arrivata a 33, tante sono le posizioni organizzative esistente, una decina quelle create dall’amministrazione attuale, veri e propri vice-dirigenti, l’ultima proprio all’ufficio Informazioni e accoglienza turistica, e ancora una volta senza accordo con i sindacati, che hanno sempre criticato l’eccessivo numero di vice-dirigenti. Il M5S ha già messo nel mirino la ristrutturazione dell’ufficio, trasferito dall’ente Provincia al Comune, precisamente all’interno del settore Cultura, Musei e City Branding. Il turismo, sulla cui promozione tanto insiste la giunta, va veramente subordinato al settore cultura? E’ un calderone per la grillina Lucia Lanfredi, che indica la debolezza della cultura turistica cremonese.

Il settore cultura, diretto da Maurizia Quaglia, infatti accorpa con tre posizioni organizzative diverse il sistema museale, di cui è responsabile Marina Volonté, il distretto culturale, affidato a Maria Chiara Bondioni e il servizio cultura ed eventi, affidato a Elio Conzadori. Chiara Bondioni aveva diretto l’ufficio turistico quando era dirigente dell’amministrazione provinciale. I 5 stelle chiedono perché il turismo non venga affidato a lei, invece di creare una nuova costosa vice-dirigente. Oltretutto l’interrogazione segnala che alla vigilia del bando, in tempo utile per la presentazione delle domande per diventare vice-dirigente, il contratto part-time di un dipendente dell’ufficio turistico è stato trasformato in contratto a tempo pieno. Sembra ai grillini che la selezione pubblica richieda requisiti troppo stringenti, adatti a una sola persona, proprio quella che ha ottenuto il contratto a tempo pieno il 18 gennaio, alla vigilia della presentazione della domanda. La spesa per la nuova poltrona da vicedirigente ricade poi sul solo Comune, anche se l’ufficio turistico è stato creato in collaborazione con l’ente Provincia e la Camera di Commercio. Incombe poi una considerazione della stessa Lucia Lanfredi, condivisa da diversi osservatori: che i turisti non si vedono in città, anche se il Comune sciorina statistiche positive. Nemmeno esiste poi il profilo del turista, che lo Iat potrebbe realizzare con questionari, in modo da definire il target, individuare cioè le persone interessate a visitare Cremona, per rapportare l’offerta alle richieste. Non pochi dati esistono presso lo Iat: gli stranieri, diminuiti l’anno scorso, tendono a fermare anche il lunedì e il martedì, non solo nel weekend: quindi perché non dare più impulso al turismo locale con un’organizzazione professionale apposita?

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