Polveri cancerogene, si preparano petizioni popolari per diminuire le vittime

Cremona mantiene il suo tremendo record lombardo: otto giorni consecutivi di sforamento e 20 su 24 oltre la soglia nella centralina di via Fatebenefratelli. I Comuni tutelano la produzione industriale, i grandi capitali e le case automobilistiche, alla salute dei cittadini non pensa nessuno. Non resta che lanciare petizioni popolari

CREMONA Nel mese di gennaio, per ben venti giorni su 24, compresi gli ultimi 8, la centralina Arpa di via Fatebenefratelli supera i 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili pm10. Il Comune di Cremona non ha fatto altro che emettere l’ennesima’ordinanza, sancire nuovi vincoli e applicare il protocollo regionale, per poi rafforzare i controlli da parte della polizia locale, ma senza alcun risultato, come i dati dell’Arpa dimostrano dall’inizio del secolo. Il dato medio di ieri  è 75, il triplo di quanto previsto dall’Organizzazione mondiale della sanità. Occorrono per le associazioni ambientaliste ben altri provvedimenti: Ambientescienze a Cremona, che si sta confrontando con altre associazioni lombarde, intende presentare due petizioni popolari al presidente della Repubblica e ai quattro presidenti delle Regioni della pianura padana perché, in base all’art. 117 della Costituzione, dimezzino il limite delle polveri sottili pm10 da 50 a 25, e delle pm 2,5 da 25 a 10, esattamente come richiede l’Oms ormai da anni. Si tratta di polveri cancerogene che hanno causato 467mila morti premature in Europa, come ha fatto sapere il rapporto dell’agenzia europea per l’ambiente.

I due terzi dei decessi prematuri italiani, con otto mesi di vita in meno, si verificano proprio nella pianura padana: un prezzo che i cittadini pagano a causa delle scelte politiche contraddittorie, mentre nelle altre Regioni lo smog è più contenuto. Il blocco comunale del traffico è infatti un palliativo: si preferisce non disturbare la mobilità e la produttività delle industrie, dato che il Pil vale più della vita umana, quando invece sarebbe necessario applicare vincoli ben più severi su un territorio vasto come la pianura padana. Stamattina il Comune ha confermato che per i prossimi giorni la qualità dell’aria potrebbe non migliorare, anche fino a sabato. Gennaio potrebbe diventare uno dei mesi più inquinati di sempre, per Cremona, a propria volta la città più inquinata della Lombardia, visto che Milano è arrivata oggi al settimo giorno oltre il limite, come Monza, Lodi al sesto giorno, Pavia al quinto ma Cremona all’ottavo.

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