Via Cà del Ferro e via Postumia, altro consumo di suolo

CREMONA  Ancora cementificazione a Cremona, striscia di verde dopo striscia di verde, lottizzazione dopo lottizzazione, con la giustificazione ideologica degli uffici e dell’assessore Andrea Virgilio di compattare l’abitato togliendo di volta in volta alcune aree verdi ancora libere sostituendole col cemento e l’asfalto, ed evitando secche scelte alternative che fermino il consumo di suolo.

La giunta Galimberti nella seduta di mercoledì ha respinto quasi interamente le osservazioni di Italia Nostra, approvando le controdeduzioni degli uffici, e ha dato via libera al piano attuativo che permetterà di costruire nuove villette anche in via Cà del Ferro. Viene sottratto altro terreno agricolo, trasformato in verde privato solo per “saldare” due edifici già esistenti: resterà solo un varco per l’eventuale futuro ampliamento dell’Ospedale Maggiore. Gli oneri di urbanizzazione primaria sfiorano i 280mila euro, come si legge nella bozza di convenzione. Altra lottizzazione si farà in via Postumia, dopo sorgerà di fronte al distributore Keropetrol un piccolo villaggio residenziale, che consentirà di concludere la rincorsa del centro abitato verso una cabina del gas, che era stata collocata lontana dalle case perché troppo rumorosa. Grazie al futuro piano attuativo invece le nuove abitazioni raggiungeranno la cabina, che di conseguenza potrebbe essere di nuovo spostata per non infastidire gli abitanti. L’architetto Michele De Crecchio, di Italia Nostra, non manca di notare l’effetto umoristico di una simile rincorsa. Si fa sentire a Cremona, quindi, la vicinanza della scadenza di maggio: se i privati non otterranno l’approvazione dei piani attuativi potrebbero incorrere nella revoca, nel caso in cui il Comune dia solide motivazioni. Sinora però l’amministrazione cremonese, che ha puntato comunque soprattutto sulle ristrutturazioni, non ha affatto evitato che aumentasse il consumo di suolo, per il timore di ricorsi al Tar da parte dei privati, persino negli anni della crisi del mercato immobiliare. Il caso del Tar di Parma, che ha accolto il ricorso del Comune contro la costruzione di un supermercato, rimane per ora isolato.

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