Acciaieria Arvedi, il comitato di quartiere fa il terzo grado ai Comuni e alla Provincia

CREMONA Il presidente del comitato di quartiere di Cavatigozzi, Daniele Ardigò, ha presentato durante l’ultima riunione dell’Osservatorio Arvedi, mercoledì nella sala del consiglio comunale, una serie di domande in attesa di risposta scritta, per chiarire alcune questioni riguardanti il traffico, la gestione delle scorie, i rumori e gli odori causati dalle attività dell’acciaieria di via Acquaviva.

 

Quanto al traffico, i consulenti dell’industria siderurgica in occasione della Valutazione d’impatto ambientale del nuovo forno Quantum hanno previsto un incremento limitato, mentre l’amministrazione provinciale ha indicato aumenti percentuali di traffico pari quasi il doppio dei transiti attuali, e si tratta soprattutto di autocarri e  autoarticolati. La preoccupazione dei residenti è giustificata dal futuro ampliamento della Codognese e della rotatoria fra Cavatigozzi e Spinadesco. Il comitato di quartiere chiede il motivo di previsioni così contrastanti. Non ha ancora risposta la domanda sull’ispezione dell’Arpa del 17 agosto scorso, per verificare gli odori segnalati dai cittadini. L’Arpa ha inviato al comitato di quartiere una relazione ma l’ente Provincia, cui competono le decisioni, non ha fatto sapere ancora nulla. Nella conferenza dei servizi del maggio scorso, i rappresentanti dell’autorità sanitaria hanno sostenuto che l’impatto acustico può danneggiare la salute pubblica anche senza superamento dei limiti legali: non si conoscono però progetti esecutivi per verificare tali danni. Altra domanda livello acustico medio raggiunto nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, pari a 47,6 decibel, oltre la soglia stabilita dal Comune di Spinadesco. Non era presente l’operatore quindi non le rilevazioni non hanno valore legale, ma il comitato di quartiere fa notare che non c’è operatore nemmeno quando l’acciaieria presenta monitoraggi acustici. Di qui la richiesta alla Provincia e al Comune di Spinadesco se ci saranno provvedimenti. Sul rumore del traffico merci per mezzo del trenino dell’acciaieria, escluso sinora dal piano di risanamento acustico, è al centro delle proteste degli abitanti di via Riglio, delle Lanche, Dossetto, Bergamaschi e Isacchi, ma non si conoscono prescrizioni da parte del Comune e della Provincia di Cremona. Continuano poi le preoccupazioni degli abitanti per l’innalzarsi del deposito scorie di via Riglio e si teme una nuova discarica a Spinadesco in località cascina Morelli. Alla fine del 2015 infine l’Arpa ha effettuato un’ispezione, l’ente Provincia ha diffidato l’acciaieria Arvedi a eliminare entro sei mesi una serie di irregolarità, fra cui la fuoruscita di fumo dai tetti, poi però l’industria siderurgica ha fatto ricorso al Tar e l’ente Provincia ha concesso una proroga di altri sei mesi nel settembre scorso. Il comitato di quartiere chiede perché è stata concessa la proroga e quali sono le contestazioni dell’acciaieria.

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