L’Arpa critica l’inceneritore

Un’abbondante e vivace letteratura analizza i difetti insiti nella controversa pratica dell’incenerimento dei rifiuti, con i danni che ne conseguono per la salute. E’ comunque evidente dai dati sulla qualità dell’aria che l’economia del petrolio, che non ricicla, produce cancerogene polveri sottili. La malattia duole quale che ne sia la causa: così leggere la relazione dell’Arpa è utile per smorzare, in un utopica assemblea che si riunisca al cospetto di una delegazione dell’inesistente istituto dei Razionalisti Imparziali Anonimi, i gaudenti peana dei conservatori e i cori entusiastici dei gruppi d’interesse che beatificano le multiutilities. Non sappiamo nemmeno in che percentuale i rifiuti in provincia vengono riciclati, perché siffatto sistema ambienticida vuol solo procedere invitto rifiutando sinanco tale dato! Ma verrà un giorno …

CREMONA Risultano diversi aspetti critici nel funzionamento dell’inceneritore di via Antichi Budri, rilevati dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che il 10 e il 29 novembre ha effettuato due giornate di visita ispettiva all’impianto di via Antichi Budri. La relazione finale è stata trasmessa al Comune il 19 gennaio, messa a protocollo e inviata ieri dalla presidente del consiglio Simona Pasquali a tutti i consiglieri comunali. Non sono emerse inottemperanze né violazioni delle regole stabilite dall’autorizzazione integrata ambientale, da parte di Linea Reti e Impianti, la partecipata comunale che dell’impianto è proprietario e gestore.

La verifica è stata necessaria, dato che dal 22 al 24 dicembre 2014 le soglie delle emissioni inquinanti sono state superate e il sistema di monitoraggio non ha funzionato: un’anomalia ha impedito il controllo sulla misurazione delle polveri per due anni. Ci sono stati tre black-out elettrici nel mese di luglio del 2016, accaduti nelle giornate di domenica. L’Arpa ha verificato comunque che le soglie di emissione delle sostanze inquinanti non sono state superate. Il sistema di monitoraggio però va migliorato. Va infatti inserito il blocco automatico della linea che conduce i rifiuti sanitari al forno, quando viene segnalato il superamento della media registrata ogni mezz’ora. L’inceneritore è autorizzato infatti a bruciare un massimo di 10 tonnellate al giorno di rifiuti sanitari e sostanze poste sotto sequestro. L’Arpa richiede poi di evitare che il codice di guasto derivi da uno stato di fuori servizio: un equivoco nel sistema di monitoraggio che può causare effetti negativi. All’archivio giornaliero dei dati istantanei, che serve a registrare eventuali superamenti delle soglie delle emissioni, va migliorato inserendo la misura degli ossidi di azoto come somma dell’ossido e del monossido di azoto espressa in NO2. Anche l’archivio dei dati medi, altro registro che serve a verificare i superamenti di soglia sulle medie orarie e semiorarie, va adeguato all’archivio dei dati istantanei. Il monitoraggio sulle condizioni di reale esercizio dell’inceneritore non è ancora del tutto adeguato e anche i sistemi di caricamento dei rifiuti vanno perfezionati per misurare meglio la portata. Più in generale, poi, l’inceneritore ha lavorato di più. Il totale dei rifiuti in ingresso è aumentato nei primi sei mesi del 2016, 35mila tonnellate, rispetto al 2015, quando in 12 mesi le tonnellate bruciate sono state 65mila. I rifiuti urbani non differenziati invece sono diminuiti rispetto al 2014, quando erano il 63% del totale; nel primo semestre del 2016 sono scesi al 50%.

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