Povertà e disagio, Cremona ai vertici

6 febbraio 2017

CREMONA Nel bilancio comunale già 19 milioni su un totale di 83 sono stati destinati dalla giunta Galimberti alle politiche sociali; si aggiungono ora i 278.500 euro, provenienti dai contributi europei, che il Comune, come capofila del territorio cremonese, riceverà grazie a un decreto del ministero del lavoro e del welfare. L’elenco degli 80 Comuni che riceveranno i contributi per il Sostegno all’inclusione attiva è stato reso noto da poco. Su 80 progetti premiati dai finanziamenti, 23 sono pugliesi, 22 toscani e 11 emiliano-romagnoli: solo tre sono lombardi. La platea dei beneficiari sarà comunque estesa in vista del reddito d’inclusione che si prevede universale.

A Cremona da anni una parte della popolazione è in serie difficoltà: secondo una ricerca di Eupolis, istituto di ricerche sociali della Regione, 9 persone su 100 chiedono aiuto ai servizi sociali. Solo Varese e Milano, nel 2014, avevano un tasso di povertà più alto. Da allora l’impegno dei servizi sociali è aumentato, perché la disoccupazione è rimasta più elevata che nel decennio scorso e l’età media della popolazione resta fra le più alte. Ad esempio le richieste di bonus accolte dai servizi sociali per il pagamento delle bollette dell’energia sono aumentate fino a 1.300, i casi di rischio sfratto trattati dal settore patrimonio sono uno alla settimana, il dato dei giovani rimasti al di fuori della formazione, dell’università e del mondo del lavoro è ancora tra i più alti della Lombardia. Le persone che entrano nelle sedi dei servizi sociali sono mille al mese. Lo stesso progetto sostenuto dall’assessore Mauro Platé deve fare i conti con un territorio dove la ripresa economica è molto debole e tuttavia il bonus per l’inclusione sociale è dato in vista dell’inserimento nella comunità. L’amministrazione, insiste Platé in un comunicato, non vuole distribuire contributi, bensì valorizzare le capacità e le potenzialità delle persone, in una rete di inclusione formata dalle associazioni No profit e con soggetti privati, assieme a tutti gli enti impegnati nel contrasto della povertà. Cremona ha espresso un’alleanza contro la povertà assai partecipata già durante l’amministrazione Perri, con i sindacati confederali e un’ampia adesione dal mondo del sociale. Una trasversalità che Platé vuole mantenere, per contrastare un disagio sociale ed economico che rimane diffuso.

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