Provincia francese, illuminazione pubblica a Citelum

Ancora una grande azienda, questa volta francese, che gestisce servizi pubblici locali. Un Comune dotato di sufficiente autonomia politica e competenze specifiche può svolgere un ruolo di controllo. La politica energetica si fa con i grandi capitali che EdF ha ottenuto sia grazie al nucleare che attraverso la sua Citelum, da decenni al lavoro con gli enti locali: e dall’anno scorso gestisce l’illuminazione pubblica a Piacenza. A Cremona prevalgono le scelte nazionali: di scelte autonome progettate e amministrate dal basso con la più grande delle industrie, la “Cittadini spa”, non si riesce a parlare.

CREMONA Cremona terra di conquista francese. A distanza di dieci anni, quando ha tentato assieme ad Aem di realizzare una centrale a turbogas nell’area industriale di Cavatigozzi, Electricité de France, il massimo produttore mondiale di energia, che ha fornito anche alcune industrie locali, approda a Cremona con un grande progetto: la riqualificazione dell’illuminazione pubblica. EdF interverrà grazie alla controllata Citelum, società fondata nel ‘93 per realizzare alleanze assieme agli enti locali e vincitrice della gara nazionale “Servizio luce 3”. Il Comune, avendo aderito alla convenzione Consip, centrale acquisti del ministero dell’economia, ricade nelle scelte nazionali e incontra così il gruppo francese, che investirà 6,7 milioni a Cremona per riqualificare e gestire l’illuminazione pubblica e altri servizi connessi, nel quadro della Smart City. L’amministrazione pagherà ai francesi un canone annuale di un milione e 590mila euro più Iva per nove anni. La proposta di A2A invece è stata respinta in ottobre perché troppo onerosa, come aveva spiegato l’assessore Alessia Manfredini: si trattava di un canone di 2 milioni e mezzo annui per vent’anni. L’indirizzo è stato comunque dato dal consiglio comunale, mentre le interrogazioni dei 5 stelle sulla consulenza da 400mila euro non hanno fermato il percorso, poi concluso da un gruppo tecnico-politico guidato da Alessia Manfredini, dal segretario Pasquale Criscuolo e dal dirigente Marco Pagliarini. Citelum sostituirà 12.516 lampade, come spiega il comunicato, portando la tecnologia a led in tutta la città, cambierà 1526 pali e tutte le lanterne dei semafori, anche queste a led, metterà in sicurezza tutti gli altri pali della luce, installerà 100 gateway (bolle wi-fi) e doterà tutte le apparecchiature luminose di apposita tecnologia ‘punto a punto’. Di conseguenza il Comune potrà regolare la luce evitando sprechi, programmare i consumi e dare servizi tipici della Smart city. Citelum realizzerà anche 50 nuovi attraversamenti pedonali, gestirà via telecontrollo 197 quadri elettrici e cinque nuovi chilometri di linee elettriche sotterranee. Uno dei dubbi sulla Smart city è la sua adeguatezza a una popolazione con età media assai elevata? Gli interventi, dopo una discussione in commissione, inizieranno in giugno e saranno completati in un anno: l’amministrazione va fiera di una “scelta strategica e irrimandabile”. L’obiettivo è la sicurezza, ma anche il decoro, come sostiene Luca Burgazzi del Pd. I consumi caleranno non meno del 61% secondo le previsioni municipali, con un sostanzioso risparmio sulla bolletta a carico dell’amministrazione, che nell’iter amministrativo è stata supportata dall’Anci e da Fondazione Cariplo. I francesi comunque torneranno sulla via di Cavatigozzi: per la nuova pista ciclabile, sono previsti nuovi investimenti.

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