Cresce la produzione ma non crea lavoro

CREMONA Nel quarto trimestre del 2016 è cresciuta in provincia di Cremona la produzione industriale, tornata in positivo (+ 0,8%), dopo l’arretramento del trimestre precedente, senza però vantaggi per l’occupazione, che ha perso lo 0,2%, in terreno negativo come ordinativi e fatturato. Lo rivela l’analisi congiunturale della Camera di commercio di piazza Stradivari, che è stata condotta assieme all’assoindustriali, alla Confartigianato e alla Cna su due campioni diversi di aziende manifatturiere, industriali e artigiani, per un totale di 135 imprese di tutti i settori.

congiuntura

Nel periodo fra ottobre e dicembre la provincia di Cremona ha superato la media regionale, per quel che riguarda la produzione, ma il quadro tendenziale di crescita generale appare chiaro soltanto considerando i dati della Lombardia, dove in un anno il fatturato e gli ordinativi sono saliti del 2,4%, la produzione dell’1,2 e l’occupazione dello 0,5. Sono cresciuti negli ultimi tre mesi anche il tasso di utilizzo degli impianti e il numero delle ore lavorate, anche se i prezzi alla produzione sono cresciuti meno di quelli delle materie prime.  Gli indicatori sono tutti positivi in Lombardia, mentre in provincia di Cremona, nel corso degli ultimi dodici mesi, prevale ampiamente il segno meno: la produzione è calata del 2,3, il fatturato del 2,2, gli ordinativi del 3,0 mentre l’occupazione cresce dello 0,1. Per questo la Camera di commercio, pur apprezzando il Piano nazionale industria 4.0 e gli incentivi della Regione, constata il prevalere dell’incertezza e chiede misure più efficaci per consolidare la ripresa degli ultimi mesi, guardando al gran numero di piccole imprese del territorio che hanno bisogno di maggiore competitività. E dire che la produzione, in provincia di Cremona, è vicina recuperare i valori precedenti alla crisi: come Lodi e Lecco mancano 3 punti percentuali, mentre  la Lombardia deve recuperare ben 8 punti. I vantaggi della crescita economica quindi sono ancora troppo circoscritti. Appaiono però altri dati positivi nell’analisi congiunturale: le ore di cassa integrazione autorizzate, fra ottobre e dicembre, sono state 450mila in provincia, molto al di sotto della media trimestrale degli ultimi anni, sulle 560mila euro. Sono positivi anche i dati sulle imprese artigiane, per quanto cali il numero degli addetti: gli ordinativi stanno infatti aumentando, soprattutto quelli provenienti dal mercato interno.

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