Il piano d’emergenza esterno resta nel cassetto: esposto europeo

 
SERGNANO CR Il comitato No Gasaran ha già pronto un esposto di oltre 100 pagine, compresi gli allegati, da presentare alla Commissione europea e ai ministeri degli Interni e dell’ambiente, per ottenere il rispetto della direttiva Seveso e della convenzione internazionale di Aarhus, anch’essa legge dello Stato. L’altro ieri in consiglio comunale il sindaco Gianluigi Bernardi e la giunta hanno confermato che il Piano d’emergenza esterno dello stoccaggio di metano esiste ed è stato approvato dalla Prefettura e dal Comune il 31 dicembre 2015. Sinora si era parlato di bozza aperta, invece all’improvviso le minoranze hanno scoperto che l’approvazione è un dato di fatto. Si tratta di un documento necessario, da rendere ben noto ai cittadini perché il rischio di incidente industriale rilevante non riguarda solo la ditta Stogit, all’interno dello stoccaggio, ma tutta la popolazione, dato che gli impianti si trovano accanto al centro abitato. E invece il Comune, sostiene Duranti, l’ha tenuto nel cassetto. Per legge quindi tutti devono sapere quali procedure seguire in caso di pericolo. La contestazione rivolta del consigliere d’opposizione Enrico Duranti all’amministrazione è che dell’esistenza del Piano s’è parlato solo giovedì, nell’ultimo consiglio comunale, dopo la risposta dell’assessore regionale Claudia Terzi all’interrogazione di Andrea Fiasconaro: una vera rivelazione per buona parte dei cittadini di Sergnano che non erano stati informati dal Comune, che non ha pubblicato sul sito istituzionale il documento. Un’assemblea è stata convocata dall’amministrazione, ma il giovedì mattina in orario di lavoro, con una scarsa partecipazione popolare.

Situazione tutt’altro che rara in Italia, dove la direttiva Seveso, pur essendo legge nazionale, varie volte è stata disattesa, mentre la procedura che prevede la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, in materia ambientale, spesso non viene applicata, benché sia prevista dalla legge. Non sono pervenute da parte del Comune risposte alle osservazioni dei No Gasaran, documento di 36 pagine. L’incompatibilità tra il centro sportivo e il cluster D, una parte dello stoccaggio che confina col campo di calcio, è stata dichiarata già dall’Arpa e dal geologo incaricato dal Comune. Lo stesso Enzo Boschi, il più celebre sismologo italiano, ha recentemente confermato che agli stoccaggi è collegata la sismicità indotta. Del principio di precauzione però difficilmente si vedono conseguenze.

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