Il Comune spegne la luce su Lgh

Tante lotte per concludere l’alleanza territoriale (per i critici però è stata una vendita) ad A2A, allo scopo di resistere alla concorrenza internazionale, ed ecco che la concorrenza già batte Lgh, e chi lo certifica è proprio la giunta Galimberti. Destino amaro e ingrato! L’incontro col libero mercato rischia di essere accecante.

 

CREMONA La giunta Galimberti ha bocciato la proposta della sua partecipata Linea Reti Impianti, del gruppo Lgh, anche se economicamente più conveniente, almeno a prima vista. Infatti per l’appalto del servizio di efficientamento dell’illuminazione pubblica, Lgh ha presentato una proposta di convenzione della durata di vent’anni, con un canone annuale di un milione e 530mila euro, più Iva, meno di quanto offerto da Citelum, la prediletta del Comune, che chiede 60mila euro in più, oltre all’Iva, ma per nove anni con una maggiore offerta di investimenti e servizi. Situazione imbarazzante, anche perché il prevalere di Citelum, controllata dal maggiore produttore di energia del mondo, cioè la francese EdF, fa temere che Lgh, abbia a che fare con un concorrente temibile destinato a radicarsi nel territorio, anche se la cessione del 51% delle azioni ad A2A ha avuto proprio lo scopo di reggere l’urto della concorrenza. Il Comune ha dato a un gruppo di lavoro tecnico-politico, guidato dall’assessore Alessia Manfredini, il compito di comparare la due proposte. L’offerta di Lgh è stata bocciata perché non coerente con gli obiettivi del bando municipale: l’avvio dei lavori non sarebbe stato possibile prima del 2018, mentre l’amministrazione vuole procedere nel più breve tempo possibile, per mettere in sicurezza le strutture deteriorate – come lampioni e semafori – e beneficiare quest’anno del risparmio garantito dai sistemi più moderni. Citelum farà risparmiare per il 61% da subito e Lgh solo il 56%. Il sistema “punto a punto” dell’illuminazione pubblica permette il telecontrollo dell’intensità di ogni punto luce 24 ore su 24 e Lgh invece gestirebbe solo le centraline, senza quindi integrare l’illuminazione pubblica nella Smart city che l’amministrazione Galimberti vuole realizzare, in nome di internet e delle tecnologie più avanzate, portando le lampade led in tutta la città. Neanche la durata ventennale dell’appalto pare giustificata dalla giunta, che preferisce i nove anni proposti da Citelum pronta a compiere maggiori investimenti, per un totale di 6,7 milioni. La differenza tra il grande gruppo francese e la partecipata cremonese dipende anche da 50 nuovi attraversamenti pedonali, da 100 bolle wi-fi e da soluzioni più innovative lungo la ciclabile per Cavatigozzi. E così Lgh non regge: il Comune preferisce il bando nazionale Consip, con prospettiva europea, per un futuro più luminoso e forse più francese.

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