Piscina, domani riunione a porte chiuse

Seri rischi per le società sportive cremonesi, se la veronese Sport Management si prenderà la gestione della piscina comunale. L’ipotesi è che le gare regionali e nazionali non si facciano più a Cremona, che la società veronese quindi riesca a mettere in difficoltà i suoi avversari sportivi sul piano della forza economica, dominando il campo in casa loro, a Cremona come in altre città. Sport Management potrebbe facilmente sviluppare una politica espansionistica a danno dei cremonesi, per rafforzarsi poi sul piano sportivo, attirando atleti, oltre che sul piano economico, grazie alla gestione di decine di piscine e centri natatori. Dopo Crema, ora è nel mirino Cremona. Non ci sono stati avvicinamenti tra il sindaco e l’assessore Mauro Platè da una parte e le società canottieri dall’altra: domani alle 17.45 in sala Gruppi l’aggiornamento sulla gara per la gestione della piscina comunale sarà discusso in commissione Bilancio, ma a porte chiuse, per evitare che le informazioni favoriscano l’uno o l’altro concorrente alla gara, che non andrà comunque deserta, poiché Sport Management ha già presentato una proposta di project financing.

 

CREMONA Il progetto della società Sport Management è stato modificato: l’assessore Mauro Platé comunicherà gli aggiornamenti a porte chiuse, in modo del tutto riservato ai consiglieri comunali, chiamati a esprimere un parere. Sport Management ha presentato l’anno scorso una proposta di project financing, garantendosi così un diritto di prelazione in vista della gara che l’amministrazione sta per bandire, e il centrosinistra non ha fatto alcun passo indietro, anche se il bando sta per uscire in ritardo rispetto alle previsioni. Le società canottieri, che rappresentano 3.200 atleti, assieme a Federnuoto avevano chiesto all’assessore Mauro Platé di ripensarci, rivedendo un percorso amministrativo a loro giudizio troppo incanalato sin dall’inizio verso una sola possibilità di scelta. Sarebbe stato quindi impossibile per il Comune decidere tra diverse alternative, ad esempio valutando un diverso accordo con il gestore attuale, la Federnuoto, e confermare l’affidamento diretto revocando la gara pubblica. Ma la richiesta della società locali è proprio quella di non essere abbandonate alla dura concorrenza di una grande società come Sport Management, che gestisce decine di piscine in tutta Italia e dispone di risorse economiche molto superiori. Il rapporto con le società canottieri e i centri sportivi è stato sostenuto dalle minoranze, ma anche il centrosinistra ha lasciato trapelare non poca amarezza. Di fatto non c’è stato un progetto pronto, l’anno scorso, per garantire una serie di costosi lavori di manutenzione dell’impianto costruito nel ‘72, se non quello di Sport Management, ancora l’unico in grado di evitare un grave stato di degrado degli impianti del comparto degli impianti sportivi rivieraschi. Ancora non è chiaro se ci saranno accordi con le società locali che garantiscano la convivenza reciproca e non facciano dello sport un Far West in cui sopravviverà solo il più forte. Sonore critiche sono state rivolte al progetto di project financing, che prevede ben 25 anni di gestione e un versamento di 230mila euro l’anno dal Comune al gestore privato, che in 25 anni sarà tenuto a invstire in tutto 29 milioni, con un mutuo garantito dal Comune al tasso del 6%. Solo un milione e mezzo circa sarà destinato all’impiantistica.

 

 

 

 

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