Regione, Sorte spiazza tutti: le idrovie sono “una priorità”. Il Pd: in realtà se le sono dimenticate

Togliere merci dalle strade, camion e gas inquinanti sembra un sogno, invece era e resta un obiettivo europeo largamente disatteso in Italia. Le idrovie e il Po, fra Lombardia e Veneto, sarebbero state risorse straordinarie. In consiglio regionale i consiglieri del Pd Alloni e Carra con un’interpellanza hanno insistito sulla necessità di valorizzare il grande fiume e le vie d’acqua. L’Euopa insiste ancora: l’obiettivo rimane

 

CREMONA Sembrava che della navigazione fluviale, al Pirellone, si fosse persa traccia, invece a sorpresa l’assessore Alessandro Sorte ha rivelato nel consiglio provinciale del 7 febbraio che l’accreditamente del sistema portuale lombardo presso il ministero delle infrastrutture e dei trasporti è tra le priorità della giunta Maroni.

Una sorpresa sollecitata dall’interrogazione di Agostino Alloni e Marco Carra, consiglieri di Cremona e di Mantova, del Pd, rimasti però insoddisfatti perché in realtà la Regione della forma più economica ed ecologica di trasporto merci si è dimenticata, e dietro la dichiarazione dell’assessore non si vedono progressi. Questione non da poco, anche perché lo Stato non rifinanzia il settore dal 2005, come ha protestato Sorte ricordando che le risorse si stanno esaurendo. Alloni ha ricordato che il Po è sottovalutato da anni: il territorio del Po è l’unico privo di un parco regionale, l’aspetto ambientale è stato trascurato, così come la prospettiva economica. In Lombardia poi ci sono ben mille chilometri di coste navigabili, 200 porti turistici e cinque porti industriali, fra cui quelli di Cremona e Mantova. Le statistiche sono rilevanti: ogni anno vengono trasportati su acqua 8 milioni e mezzo di passeggeri, sono traghettati 700mila veicoli e sono spostate su banchine commerciali oltre un milione di merci: una grande opportunità dunque non considerata dalla Regione che a sua volta ha attaccato il governo. Gli obiettivi dell’Unione europea però non possono non assegnare al Po, a Cremona e a Mantova un ruolo da protagonisti, dato che entro il 2050 le emissioni di gas con effetto serra devono diminuire del 60%, e metà del trasporto merci su strada, per le percorrenze oltre i 300 chilometri, dovrebbe essere spostato su altre vie, come le idrovie e le ferrovie, la cui rete peraltro va triplicata entro il 2050. Il risparmio garantito dal trasporto su acqua rispetto alla gomma è stato calcolato in modi diversi dal sistema portuale mantovano e dalla Confindustria: il risparmio sarebbe comunque di 16 milioni di euro negli ultimi cinque anni. Diminuirebbe inevitabilmente anche lo smog, ormai costantemente elevato nella stagione fredda. Ieri la centralina Arpa di via Fatebenefratelli, a Cremona, ha di nuovo superato il limite delle Pm10: è il 31° giorno di sforamento, quest’anno, sui 35 previsti dall’Unione europea.

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