Turismo ideologico, un’ossessione

Fino a qualche anno fa Cremona andava fiera del proprio effettivo rango di capitale dell’agricoltura, ma l’ideologica renziana e del Pd ultimamente, sullo slancio della donazione arvediana del museo del violino, da qualche anno insiste sul turismo, e proprio mentre la metamorfosi dell’agricoltura in agroenergia ha cambiato l’identità storica del territorio e lo stesso fiume Po non è stato rinaturalizzato. Lo spaesamento indotto, rispetto alla condizione umana, si fa pesante e produce un altro fattore angoscioso: l’atteggiamento ipercritico delle minoranze, mentre la giunta procede imperterrita.

 

CREMONA Cremona, anni fa orgogliosa della propria produzione agroalimentare, non è mai stata considerata città di particolare vocazione turistica, eppure il martellamento della giunta Galimberti sembra incontenibile, tanto da risuonare con fierezza inusitata anche nella risposta all’interrogazione scritta di Lucia Lanfredi dei 5 stelle, infittita dalle domande su un’assunzione maturata in pochi giorni presso l’ufficio Informazioni turistiche.

Gli assessori Barbara Manfredini e Maurizio Manzi proclamano l’importanza strategica dell’ennesimo vicedirigente, rivendicano anche d’aver dato chiarimenti nell’ultimo incontro sindacale di trattativa quando il coordinatore delle rsu Giorgio Salami invece ha lamentato che non sono nemmeno noti i criteri con cui l’amministrazione valuta il personale, e che l’assunzione non era concordata. Addirittura le politiche del turismo e dell’incremento della capacità ricettiva della città rappresentano una priorità, sostengono Manfredini e Manzi, “sia per l’amministrazione che per tutti i soggetti sociali, economici e politici sul territorio” e così il Comune vanta d’essere uno dei pochi in Italia ad essersi preso interamente le competenze di settore dell’ente Provincia. Tempi, modi e cambi di contratto sono giustificati e per la giunta non c’è nulla da recriminare. Le minoranze però sono molto perplesse, anche perché lo stesso ufficio turistico segnala un aumento dei flussi ma con un calo degli stranieri e un numero rilevante di cremonesi. Ancor prima della risposta ai grillini, l’ex assessore Maria Vittoria Ceraso aveva già presentato un’altra interrogazione, stavolta sulla mostra di Janello Torriani presso il museo del violino, perché il sindaco ha esultato per il dato dei visitatori – 22mila dal 10 settembre al 29 gennaio – senza però dire quali sono stati i costi e i dati dettagliati sui visitatori, ad esempio quanti sono stati i biglietti omaggio. Infatti ad alcuni ipercritici i conti non tornano: l’incasso appare inferiore al totale del prezzo dei biglietti. L’inarrestabile giunta Galimberti però prepara già la risposta.

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