La riforma sociosanitaria avanza e intanto le rette salgono

CREMONA Dopo le tante promesse, ormai ventennali, di incrementare i servizi domiciliari, aumentando assistenza a casa del paziente, e i nuovi programmi regionali di mettere al centro del sistema sociosanitario la domanda dei cittadini e non l’offerta delle strutture, con i loro costosi bilanci, l’unica certezza per anziani e famiglie è l’aumento delle rette degli ospizi, nella formula dell’adeguamento del tasso d’inflazione Istat dei prezzi al consumo, con preciso riferimento ai consumi medi delle famiglie di impiegati e operai.

Le rette di Cremona Solidale, come avviene in altre case di riposo, si sono impennate dello 0,3% dal secondo semestre dell’anno scorso, salendo a 53,20 euro al giorno, e di un altro 0,4% all’inizio di febbraio, sempre per adeguamento al tasso d’inflazione. Dall’inizio di febbraio l’aumento è di un altro 0,4%, ottenendo così una retta giornaliera di 53,40 per la degenza in casa di riposo, poco più di sessanta euro l’anno in più. Il direttore di Cremona Solidale Emilio Tanzi aveva spiegato l’anno scorso in commissione welfare i programmi stabiliti secondo gli indirizzi del Comune: portare Cremona Solidale con i suoi servizi a casa dei pazienti, non il contrario. Di fatto la delibera di giunta regionale X/6164, emanata il 30 gennaio scorso, procede nella stessa direzione auspicata da anni, cioè sviluppa un programma di centralità della domanda, a favore dei pazienti cronici e fragili, per i quali il sistema sanitario predisporrà piani di assistenza individuali. E’ solo un primo passo, che riguarda la categoria di pazienti che più hanno bisogno di assistenza, e quindi di cure costose, nel momento dell’acutizzazione. La presa in carico da parte delle cooperative di medici di base, grazie ai piani individualizzati, potrà stabilizzare le malattie croniche, evitando le crisi peggiori legate alle fasi acute. E’ un primo passo, apprezzato dall’assemblea dei sindaci del Cremonese, che ha approvato la ripartizione delle risorse la settimana scorsa, con l’auspicio che la prevenzione e i servizi domiciliari alleggeriscano le strutture sanitarie. Per il momento la trasformazione verso la centralità del paziente è però incompiuta: e le rette continuano ad aumentare.

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