Galimberti col Dunas contro tutti

“Il Comune di Cremona non c’entra niente con questo ricorso al Tar che è rivolto contro la Regione e il Consorzio: il Comune è stato attaccato e si difende, di fatto però non è schierato: si costituisce in giudizio per spiegare le proprie ragioni”. Ecco la prima spiegazione arrivata dal Comune, apparentemente tutt’altro che politica. Parleranno gli avvocati appetto i giudici amministrativi: tra Cremona e Crema, però, s’intesse una strategia, tra il forzoso e lo spontaneo, che si scontra frontalmente con il coacervo cremasco, consolidatosi fra centrodestra ed estrema sinistra, che non vuole far pagare ai cittadini cremaschi una tassa (“contributo di bonifica”) che in realtà toccherebbe ai cremonesi versare. Per le elezioni comunali di Crema si ravviva così il fronte del No.

 

CREMONA Mentre si rafforza la lotta di 38 Comuni cremaschi – esclusa Crema – contro il balzello del consorzio di bonifica Dunas, la giunta Galimberti ha dato un chiaro segnale in direzione contraria. Il Comune di Cremona infatti ieri si è costituito in giudizio contro il Comune di Soncino e i più di trenta altri Comuni che hanno fatto ricorso al Tar contro il Dunas, la Regione e lo stesso Comune di Cremona, che si trova così schierato assieme al consorzio di bonifica più criticato e alla Regione, con la quale l’allineamento negli ultimi tempi risulta sempre più stringente. Atto dovuto, per la giunta Galimberti, dato che l’amministrazione il 9 marzo ha ricevuto la notifica del ricorso, che chiede l’annullamento sia della delibera di giunta regionale che approva il piano di classificazione del consorzio, sia della delibera del consorzio che rende operativo il piano di classificazione. E’ un piano che, stabilendo i valori degli immobili, permette di iniziare l’operazione di tassazione. Ai proprietari di immobili e imprese viene chiesto un contributo di bonifica, per pagare gli oneri degli opere del consorzio, delle quali però più di trenta Comuni, guidati dal sindaco di Soncino Gabriele Gallina, non vedono il reale beneficio per i loro residenti. Tassa ingiusta allora. Il Comune di Cremona da un lato si definisce “contro-interessato” dal ricorso al Tar, dall’altro lato non ci sono atti o delibere municipali di cui i ricorsisti chiedono l’annullamento. Cremona sembrerebbe quindi solo un bersaglio polemico dei ricorsisti, tuttavia ha scelto di spiegare le proprie ragioni direttamente al Tar, scegliendo una posizione di parte ritenuta obbligatoria. In altre circostanze il Comune non si è costituito in giudizio.

Poche ore dopo la decisione della giunta Galimberti, Casale Cremasco diventava la capitale della lotta al Dunas, che raccoglie gran parte del fronte del No al referendum costituzionale. Come ha ricordato Giacomo Della Volta, coordinatore dei Consorzi irrigui locali, i cremonesi contraddittoriamente non pagheranno la tassa: al posto loro saranno chiamati i cremaschi a contribuire, ma dopo le elezioni. Ieri all’assemblea di Casale c’era anche il candidato sindaco del centrodestra Enrico Zucchi, oltre ai 5 stelle, che con Rifondazione fa del ricorso al Tar una questione di identità e di lotta popolare. Crema e Cremona però non sono allineate fra loro. Il sindaco di Crema Stefania Bonaldi ritiene che per la terzietà della pubblica amministrazione non è corretto che i Comuni si schierino, perché gli interessi dei consorzi sono legittimi. La tassa che arriverà ai cremaschi sarà nella maggior parte dei casi di poco superiore ai 10 euro: nulla più che una montatura politica, quindi, per la sindaca Bonaldi.

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