Quantum fa paura l’aumento di produzione Arvedi?

Cremona Tutti convocati – Comuni di Cremona, Spinadesco, Sesto, Arpa, autorità sanitaria e ufficio d’ambito del servizio idrico integrato – per la conferenza dei servizi del 5 aprile, che nella sede del settore Ambiente dell’amministrazione provinciale dovrà decidere se autorizzare la modifica all’autorizzazione integrata ambientale dell’acciaieria Arvedi: il nuovo forno Quantum, dopo aver ottenuto una valutazione d’impatto ambientale positiva, potrà quindi entrare in funzione. Se tra i rappresentanti dei Comuni trapela l’ottimismo, che vede il nuovo forno come una soluzione, il comitato di quartiere di Cavatigozzi ha già manifestato perplessità, mentre sono in stato d’allerta Peacelink e il Coordinamento dei comitati ambientalisti della Lombardia. Il nuovo forno Quantum è elettrico, e permetterà un aumento di produzione guardato con timore dal Comitato di quartiere presieduto da Daniele Ardigò, perché l’acciaieria potrà produrre non più due milioni e 400mila tonnellate bensì 3 milioni e 600mila tonnellate annue, con un incremento di un terzo, vista la capacità complessiva del progetto. Le linee produttive sono due, la prima realizzata nel ‘91, la seconda nel periodo fra il 2007 e il 2010, quando l’industria di via Acquaviva è stata raddoppiata. Crescita che ora continua, senza che gli abitanti di Cavatigozzi e Spinadesco riescano a vedere un limite. La critica del comitato di quartiere parla di un forno certo migliore per efficienza industriale, con effetti peggiori però per l’ambiente, e per chi abita accanto all’industria siderurgica, che avrà bisogno di captare 1 miliardo e 300 milioni di litri d’acqua dai pozzi autorizzati, e produrrà ancora più scorie. Il deposito di via Riglio, che ha da poco ricevuto un’autorizzazione aggiornata, non potrà essere ampliato, trovandosi accanto al porto canale. L’acciaieria Arvedi però ha la proprietà della località Caselli, nella zona di Spinadesco, dove si trova una cava nell’ambito estrattivo g33. Il timore dei residenti è che vi verrà collocata una nuova discarica, dal momento che quella di Crotta d’Adda sarà esaurita nel giro di pochi anni, a meno che non venga autorizzata la discarica di Grumello. Aumenterà poi il traffico dei mezzi pesanti, con la riqualificazione della Codognese e della rotatoria, e, si teme, anche il rumore. I fumi verranno convogliati in un nuovo camino, chiamato con la sigla E1bis, dopo la diffida a non emetterli liberamente, attraverso i tetti.

E’ imponente in via Acquaviva la produzione di scorie, che sono di due tipi: 300mila tonnellate annue di inerti usati in opere di ingegneria civile e costruzione di strade e 2mila metri cubi di scorie nere.

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