Via libera all’Arvedi, ignorato il comitato di quartiere

L’atto d’indirizzo della giunta Galimberti, in vista della conferenza dei servizi provinciale del 13 aprile – il cui verbale è stato pubblicato dall’ente Provincia ieri, mostra un Comune attivo nel porre problemi e chiedere soluzioni, in sintonia con le segnalazioni dei residenti di Cavatigozzi. L’obiettivo della pubblica amministrazione però non è la produzione di documenti apprezzabili, bensì l’attuazione dei diritti fondamentali, come il diritto alla salute, per quanto compete a un Comune, e la tutela dell’ambiente. Il dialogo con l’acciaieria Arvedi è serrato, le istituzioni otterranno progetti migliori per una viabilità più sostenibile e meno rumorosa: la conclusione però è che l’acciaieria aumenta ancora la produzione, non direttamente proporzionale all’occupazione, forse con ricadute sull’indotto, e di conseguenza aumentano i disagi. Il sistema economico capitalista, con le sue industrie pesanti, ha esigenze che la democrazia non controlla, malgrado monitoraggi e studi epidemiologici. L’industria rimane, come sempre, un Prometeo scatenato, che genera progresso e qualità della vita, con i suoi prodotti, intaccando inevitabilmente l’ambiente, tanto più quando è situata fra le case. 

 

CREMONA Delusione nel comitato di quartiere di Cavatigozzi, le cui Osservazioni non sono state né lette, né nominate e nemmeno allegate alla documentazione dell’ultima conferenza dei servizi provinciale, che il 13 aprile ha rilasciato all’acciaieria Arvedi la nuova autorizzazione integrata ambientale. Il verbale è stato pubblicato ieri. Il contenuto delle Osservazioni era stato fatto proprio da Legambiente che aveva chiesto in febbraio, durante l’emergenza smog, il “miglioramento della compatibilità ambientale dell’acciaieria”.

L’industria siderurgica di via Acquaviva potrà ora, con la nuova autorizzazione, attivare il nuovo forno Quantum. Di fatto, ci sarà un aumento di produzione, come nota Ezio Corradi del Coordinamento comitati ambientalisti, che ha partecipato alla riunione assieme a Peacelink e ai Comuni di Cremona, Sesto e Spinadesco, oltre alla Provincia, cui spettano le decisioni finali. E con la produzione, insiste Corradi, “aumenteranno le sostanze inquinanti, il rumore e i disagi, e peggioreranno le condizioni di vita degli abitanti dei due paesi che circondano la fabbrica. Non dovrebbe essere questo lo sviluppo che può interessare i nostri territori agricoli”.

L’autorizzazione comprende poi una serie di monitoraggi, controlli e progetti di mitigazione ambientale. Sono una novità le disposizioni per ridurre il rumore del trenino che passa davanti al tubificio, sollevando da anni le proteste dei residenti di alcune vie di Cavatigozzi. Altra novità il monitoraggio sul consumo d’acqua da parte dell’acciaieria, che dispone di due pozzi in più, come anche la viabilità, per evitare un eccessivo impatto del traffico, anch’esso previsto in aumento. Le preoccupazioni sono tuttavia molto forti perché il complesso industriale di via Acquaviva cresce in continuazione. L’Ats Valpadana dispone una valutazione sanitaria ed epidemiologica sullo stato di salute degli abitanti: tra gli inquinanti monitorati anche le diossine e le polveri sottili pm10.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...