Episodi gravi, proposto il Garante degli anziani nelle case di riposo

 

CREMONA Dopo un incontro con l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera l’associazione degli Angeli Custodi, presieduta da Giuseppe Bruno con i suoi oltre 100 iscritti, lancia il nuovo progetto “Siamo vicini”, anche perché alcuni gravi episodi, accaduti nelle case di riposo della provincia di Cremona, dimostrano che non si può parlare del territorio come di un’isola felice, benché l’assistenza sia di qualità mediamente buona, rispetto alla dura realtà messa in luce dal ministro Lorenzin in occasione della campagna “Estate sicura 2016”. In una casa di riposo su tre, in Italia, sono stati riscontrati fatti di “abbandono di incapaci, maltrattamenti e lesioni”, ma anche inadeguatezze strutturali e carenze igieniche. In provincia gli Angeli Custodi hanno riscontrato alcuni fatti gravi e diverse situazioni poco soddisfacenti, riferite a comportamenti di alcuni operatori o alla mancanza di qualità nei servizi alberghieri, come la mensa. E’ capitato più volte, poi, che i medici, malgrado rette elevate, chiedessero alle famiglie l’acquisto a proprie spese di farmaci da usare negli ospizi. I controlli vengono compiuti dall’Ats, mentre gli Angeli custodi si propongono come interfaccia dei comitati dei parenti nelle case di riposo. Le proposte riguardano l’istituzione di un Garante degli anziani ospiti, che possa entrare nelle strutture senza preavviso, anche di notte, e scrivere relazioni dopo aver consultato familiari, ospiti e dipendenti delle strutture. Le relazioni del Garante dovranno essere comunicate all’Agenzia di rating istituita dalla Regione Lombardia, che darà una valutazione ai singoli istituti, favorendo così la libera scelta delle famiglie. Altra proposta sono i corsi di formazione per i familiari, in modo da far conoscere loro diritti e doveri, sempre allo scopo di migliorare la qualità della degenza negli ospizi. Uno dei punti più forti è l’assistenza domiciliare, da parte dei congiunti degli anziani parzialmente autosufficienti, sostenuti però da un reddito per il lavoro d’assistenza svolto, in modo da evitare il ricovero, e garantire più posti letto, quindi, ai disabili e alle persone colpite dalle patologie più complesse, che saranno assistite da personale specializzato. Giuseppe Bruno, la cui associazione è presente anche in diversi territori fuori dalla provincia di Cremona, propone anche corso per giovani che vogliano avvicinarsi al lavoro di cura, in modo che le strutture possano scegliere anche da una sorta di vivaio interno, non solo dalle cooperative. L’amministratore di sostegno, inoltre, è un ruolo che può essere svolto da familiari a favore dei congiunti o anche di terze persone, dopo un’adeguata preparazione.

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