Il sismologo Enzo Boschi: “Lo stoccaggio di Bordolano va fermato”

CREMA CR Il più autorevole sismologo italiano, Enzo Boschi, ha consigliato di fermare l’attività a Bordolano, per la presenza di sorgenti sismogenetiche. La lettera del noto scienziato, che ha incontrato recentemente il gruppo No Trivelle della provincia di Cremona, è stata letta ieri sera a Crema durante l’incontro pubblico organizzato dall’associazione culturale RinasciMenti sui rischi della sismicità indotta e l’impatto ambientale degli stoccaggi di gas. Argomento tabù per una parte della politica – nessun esponente della giunta Bonaldi era infatti presente – ma la sensibilità sul territorio sta crescendo lentamente, come dimostra l’intervento del sindaco di Bordolano Davide Brena, che nel consiglio comunale del 26 aprile ha richiamato l’attenzione della Stogit a una migliore gestione, per evitare falsi allarmi e inutili disagi. Anche la consigliera di maggioranza Carla Palmira Martinenghi ha lamentato che “se accadesse di frequente la cittadinanza potrebbe abituarsi e non attivarsi più in caso di effettiva emergenza”. Dall’opposizione, Luisa Pea ha fatto sapere che, mentre suonava il falso allarme, ha chiamato il 115 che le ha passato il 112: “Nessuno sapeva bene che fare”. Il piano Italia Hub internazionale del gas invece procede spedito e la Stogit a Ripalta Cremasca ha aumentato la pressione per immettere ancora più metano nel sottosuolo. Enrico Duranti ha invitato tutti i sindaci del Cremasco a informarsi, perché il monitoraggio della sismicità indotta è limitato al territorio comunale, nei 400 metri, ma la sismicità innescata va controllata su un raggio di 10 chilometri. I sindaci hanno per legge il potere di emettere un’ordinanza di calamità naturale nel caso in cui le vibrazioni telluriche causate dagli stoccaggi non rientrino entro la magnitudo 3.0. Era presente ieri sera il sindaco di Casale Antonio Grassi, oltre al consigliere grillino di Crema Christian Di Feo: una mozione è stata depositata a Pianengo da Andrea Serena, della maggioranza, per contrastare l’aumento di pressione negli stoccaggi vicini. E’ la stessa mozione depositata da Duranti a Sergnano. Tra gli impatti ambientali vanno considerate le perdite accidentali di metano e altre sostanze nocive: ben 1 milione e 600mila metri cubi in un anno a Ripalta, secondo i dati della Stogit, ma anche 1 milione e 300mila metri cubi a Sergnano, oltre a sostanze pericolose per la salute come il benzopirene. Ieri sera sono intervenuti Albina Colella, professoressa dell’Università della Basilicata, che ha relazionato sulla presenza di sostanze inquinanti in Val d’Agri, e l’avvocato Oreste Agosto, che ha dichiarato che gli stoccaggi sono tutti fuori legge, perché realizzati a contatto con le falde acquifere. Enrico Duranti presenterà una diffida a tutte le autorità competenti per fermare lo stoccaggio di Sergnano.

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