Sergnano, il Tar delegittima i comitati: “Non sono rappresentativi”

Il ricorso contro l’esenzione della Valutazione d’impatto ambientale, concessa dalla Regione alla Snam nel 2012, ha avuto un percorso tortuoso ma un esito chiaro e inquietante. I ricorrenti infatti hanno rinunciato al ricorso dopo averlo presentato, preoccupati dalle spese legali legati all’eventualità di dover sostenere più ricorsi necessariamente connessi. Inoltre il Tar, nella sentenza, lamenta il fatto che il Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia non ha presentato il proprio statuto. Emerge però un dato di fatto: il Tar non riconosce la rappresentatività del Coordinamento e di Enrico Duranti, che pure è consigliere comunale candidato da No Gasaran. Quel che preoccupa, però, è che la Valutazione d’impatto ambientale non è stata fatta, e che chi ha fatto ricorso perde, sia pure per non aver presentato alcuni documenti, paga le spese dell’avversario e si ritrova delegittimato dal Tar. In più il governo Gentiloni starebbe valutando un nuovo decreto, che permetterebbe di risolvere problemi come questo – l’assenza di Valutazione d’impatto ambientale – con una sanatoria. Chi perde, senza dubbio, è l’ambiente.

 

SERGNANO CR Trattati dal Tar come soldati di ventura, che combattono senza alcuna rappresentatività territoriale, gli ecologisti legati ai No Gasaran del consigliere comunale Enrico Duranti e al Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia, come Ezio Corradi, si ritrovano a dover pagare le spese legali dell’avversario. Il ricorso era rivolto contro la Regione Lombardia e nei confronti della Snam, allo scopo di annullare il decreto del 26 novembre 2012 della direzione regionale Ambiente, che ha deciso di non fare la Valutazione d’impatto ambientale su una centrale di compressione del gas nel sottosuolo collegata a uno stoccaggio di oltre due miliardi di metri cubi di gas. Come già nel Comune milanese di Zìbido San Giacomo, il Tar di Brescia non ha riconosciuto la legittimità del comitato locale a rappresentare l’interesse ambientale impugnato. Si apre quindi una prospettiva inquietante. Infatti il Coordinamento dei comitati lombardi, secondo i giudici amministrativi della quarta sezione Tar, non ha dimostrato lo stabile collegamento col territorio, mentre Enrico Duranti, che a Sergnano è residente ed è consigliere comunale, nel ricorso ha riferito di un proprio “significativo collegamento col territorio”. Le 1.400 firme presentate dai ricorrenti e le battaglie compiute a Sergnano non hanno alcun valore e non conferiscono rappresentatività e legittimità. Al contrario, la Regione ha potuto esimersi dal compiere la Valutazione d’impatto ambientale su un’attività industriale sottoposta alla direttiva Seveso sul rischio d’incidente rilevante. Dal canto loro i ricorrenti si erano già fermati, di fronte al carico delle spese e al rischio di dover presentare altri ricorsi, ciascuno da 3.500 euro: ora però dovranno pagare il doppio. Le nuove regole sull’autorizzazione integrata ambientale delle attività industriali, poi, complicano ulteriormente la vita alle lotte ecologiste, secondo Enrico Duranti, perché è in discussione un nuovo decreto che permetterebbe di annullare i ricorsi con una semplice sanatoria. Le lotte ecologiste quindi andrebbero ripensate, al di fuori di una giustizia amministrativa più difficile da praticare.

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